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Valentina Spata

L' 8 novembre 2019 le è stato confeto, dal ministro russo della Cultura Vladislav Medinskij, l’incarico di commissario del Padiglione russo alla prossima Biennale di Arte di Venezia. Quali saranno le linee guida?

Il Padiglione necessita di un importante intervento per consolidare la struttura portante. Al fine di non chiudere il Padiglione durante la biennale di architettura per svolgere i lavori di ricostruzione, ho preferito avviare un processo di natura diversa che sviluppasse contemporaneamente sia la ristrutturazione della struttura, che quella dell’istituzione. Credo, in generale, che andrebbero ripensate le presenze nazionali alla Biennale in un’ottica di maggiore sostenibilità e aderenza ai temi che la contemporaneità ci pone. Insomma mi piacerebbe che la Biennale tornasse a essere più una piattaforma di ricerca e discussione e meno una vetrina a uso e consumo del mercato dell’arte. In questo senso credo la Russia, dove manca la pressione del mercato, per la quasi assenza dello stesso, possa avere un ruolo di avanguardia. Con questo primo progetto noi avviamo, quindi, una nuova narrazione del Padiglione nazionale…

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