Alessandro Masi

Ora vive felice a Tel Aviv, Edith Fischhof Gilboa, 94 anni, ebrea dalla memoria prodigiosa e dall’argento vivo in corpo. La incontro nel campo di concentramento per civili di Ferramonti di Tarsia in una giornata di sole di fine gennaio, quando in terra di Calabria il profumo delle arance sta già per cedere il posto a quello dei frutti della prossima primavera. Siamo ai margini della baracca che l’ha ospitata insieme alla famiglia per tre anni, dal 1940 al 1943. A pochi minuti da Cosenza, vicino alle fonti del fiume Crati, un tempo posto di febbre malarica e tifoidea (oggi oasi naturalistica), fu fatto costruire contro ogni ragionevole parere, il più grande campo di concentramento dei 46 operanti in Italia dall’inizio alla fine della Seconda guerra mondiale.

Esteso su una superficie di 160.000 mq, suddiviso in 95 baracche ognuna di 30 posti, il campo ospitava circa 2.000 internati stranieri, di cui il 75% di “razza ebraica”. Gli internati scandivano le loro giornate tra cimici, pulci, noia, partite a calcio, piccole rappresentazioni teatrali, concerti e preghiere (tre erano le sinagoghe!). Tra di loro anche molti studiosi e intellettuali, tra cui il celebre psicanalista junghiano Ernst Bernhard (Berlino,1896 – Roma, 1965), autore del libro dei Ching (riedito da poco da Lepre Edizioni), alla cui memoria i Parchi Letterari Italiani e la Società Dante Alighieri hanno intestato il Campo...

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1 Questo articolo è stato pubblicato su Avvenire il 7 febbraio 2018. Il Parco letterario Ernst Bernhard è stato inaugurato in occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio 2018); www.parchiletterari.com.