Valeria Noli

Le parole della scuola, le parole della vita

La parola “è la chiave fatata che apre ogni porta”, disse Don Milani. Proprio in quegli anni, quelli in cui le persone frequentano la scuola, si impara a fare uso delle chiavi che apriranno ai cittadini di domani l’esperienza della vita adulta e del lavoro.

Nel mondo dell’istruzione, fondamentale per costruire la convivenza e la democrazia, il Novecento ha visto molti cambiamenti, alcuni profondi. Oggi, purtroppo e da più parti, si parla di uno svuotamento o addirittura di un fallimento della scuola. È dunque più importante che mai concentrare l’attenzione sullo stato dell’arte e sui punti di miglioramento del sistema educativo. Per questo motivo, il 31 ottobre 2017, la Dante ha organizzato il convegno “Le parole della scuola, le parole della vita”. Hanno partecipato, oltre al Presidente Andrea Riccardi, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, il Presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini, il professor Luca Serianni (Vicepresidente della Dante, Accademico della Crusca e Professore emerito di Storia della lingua italiana) e Maria Agostina Cabiddu, del Politecnico di Milano..

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Dal brand alla lingua

Amministratori e responsabili di alcune decine di imprese italiane si sono incontrati a Palazzo Firenze il 24 novembre 2017 per partecipare a un confronto, organizzato dalla Dante Alighieri, con il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Vice Ministro degli Affari Esteri Mario Giro. A fare gli onori di casa, il Presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi. Ha anche partecipato, per Confindustria, il Presidente Vincenzo Boccia. Il tema dell’incontro era l’analisi della domanda di italianità proveniente dall’estero, che non si limita a prodotti ed “eccellenze italiane” ma si estende a temi culturali ricollegabili alla presenza delle nostre imprese su scala globale. La riunione aveva per finalità avviare sinergie tra la Dante e il mondo dell’impresa. Dopo i saluti, il Presidente Riccardi ha ricordato che la Dante, nata nel 1889, “voleva accompagnare gli emigrati italiani nel mondo, difendere il carattere italiano e la lingua. Quella visione è cambiata: non è più introversa ma estroversa; non più difesa ma salvaguardia; dall’ital-nostalgia all’ital-simpatia”.

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