Valeria Noli

Luigi Pirandello visitò l’Argentina in due occasioni. La prima fu nel 1927, quando partì da Genova imbarcandosi sul piroscafo “Re Vittorio” con la compagnia del Teatro d’Arte di Roma. Il secondo viaggio è del 1933, per la prima mondiale dell’opera Quando si è qualcuno (Cuando se es alguien), rappresentato in lingua spagnola.

La messa in scena in italiano sarebbe stata a Roma nella primavera dell’anno successivo. Nel mese di settembre 2017 il prof. Rino Caputo, già Ordinario di Letteratura Italiana nell’Università di Roma “Tor Vergata” e studioso di Luigi Pirandello, ha portato in Argentina una serie di conferenze sull’autore di Girgenti, per il 150° anniversario dalla sua nascita. La Dante ha celebrato la ricorrenza con alcune iniziative tra cui, con lo stesso Caputo, la pubblicazione delle 19 domande su Luigi Pirandello. Di nuvole e vento (Società Dante Alighieri, 2017) e la registrazione di 10 video lezioni per il progetto “Le Pillole della Dante”.

Le conferenze argentine di Rino Caputo si sono sviluppate in un’ampia rete di Istituti di cultura, università e Comitati argentini della Dante. “La sequenza del mio viaggio riproduce gli spostamenti dell’autore, anche se in un ordine un po’ diverso. Le tappe sono iniziate da Buenos Aires, con un piccolo passaggio a Montevideo (comunque prospiciente, a 300 km di distanza attraversando il Rio de la Plata), proseguendo con Rosario, citta pirandelliana per eccellenza dove ho partecipato a un incontro in una sede culturale universitaria che si trova in una ex banca degli anni Trenta. Poi” prosegue Caputo “una conferenza a Cordoba, dove Pirandello fu presente alla messa in scena di un’opera, e una a Santa Fe, capitale della provincia omonima. A Nord sono invece stato a Mendoza e a San Miguel de Tucumán, città archetipica da cui è partita la liberazione argentina col genovese General Belgrano. La conclusione del mio viaggio è legata all’identità italiana, con tappe a Bahia Blanca e Mar del Plata”...

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