Il discorso seguente è stato fatto dal Villari il 27 settembre 1901 a Verona, dove si è svolto il dodicesimo Congresso della Dante Alighieri ed anche esso differisce, nella stesura definitiva, da quello effettivamente pronunziato.

I

SIGNORE E SIGNORI,

il mio discorso apparirà quest’oggi disordinato e scucito, perché dovrò accennare a fatti diversissimi, fare osservazioni che mal si collegano fra dì loro. Ma io spero di potervi così dare una qualche idea della varia attività che ebbe in passato l’Associazione nostra, e di quella anche più estesa e varia che potrebbe avere nell’avvenire. 

Comincio intanto col darvi una buona notizia. Il nostro bilancio è andato nei passati anni sempre migliorando. Ma ora esso ha dato un gran passo avanti, superando le stesse nostre aspettative. Le entrate dei vari Comitati da L. 40.700 nel 1899-900, sono salite nel 1900-901 a L. 59.500; le quote dei soci perpetui da 3.600 a 9.700; i proventi che debbono convertirsi in capitale salirono da L. 4.600 a 18.172. I proventi straordinari (conferenze, oblazioni, ecc.) hanno avuto un aumento di 15.000 lire. Le erogazioni, che nel passato anno furono di L. 33.747, sono salite in questo a 48.098. I Comitati all’interno da 53 sono ascesi a 71; quelli all’estero da 14 a 21. Il numero dei soci non può ancora dirsi con precisione, perché non siamo finora riusciti ad avere gli elenchi da tutti i Comitati. Nel passato anno se ne accertarono 6.000, e si riteneva che fossero 7.000; in questo anno se ne sono accertati 8.000 e si ritiene che siano 9.000. Su di ciò non aggiungo altro, perché assai più ampi ragguagli vi daranno i revisori dei conti ed il nostro egregio segretario il prof. Galanti...

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