L’undicesimo Congresso della Dante Alighieri ebbe luogo a Ravenna. Pasquale Villari pronunziò  il seguente discorso per questa occasione nel giorno 27 settembre 1900.
Anche di esso annotò più tardi l’illustre Autore: «Avendolo improvvisato sopra semplici appunti, l’ho poi scritto, tenendo innanzi le bozze stenografiche, e dando maggiore svolgimento ad alcune parti di esso, che, per la ristrettezza del tempo, erano state fuggevolmente accennate».

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SIGNORE E SIGNORI,

negli anni decorsi io parlai degli scopi, degl’ideali della Dante Alighieri. Non è possibile tornar sempre sullo stesso soggetto. In questo anno vi esporrò quindi alcuni fatti che si riferiscono alla storia della Società nostra e delle altre simili in Europa. Non vi aspettate dunque una conferenza eloquente, che si rivolga al cuore ed alla immaginazione: armatevi di pazienza. Io debbo rivolgermi sopra tutto alla vostra ragione Vi esporrò alcuni fatti ed alcune cifre. Ma se la vostra attenzione non mi abbandona, noi potremo dai fatti e dalle cifre cavare qualche utile ammaestramento.

L’idea della Dante Alighieri sorse la prima volta a Bologna, durante l’Esposizione Emiliana del 1888, nella mente d’ alcuni Italiani nati fuori del Regno, la più parte dimoranti in esso. Si formò poi un Comitato promotore, alla cui testa, dopo che Silvio Spaventa ebbe per salute ricusato, venne eletto Ruggero Bonghi. Nel 1889 fu pubblicato un manifesto agl’Italiani. Nel 1890 la Società era finalmente costituita con 44 Comitati nel Regno, con un’entrata di 4.000 lire; e tenne a Roma il suo primo Congresso. D’anno in anno queste entrate sono andate crescendo fino a 25.000, a 32.000, a 38.000 nell’anno 1899-900. E se si aggiungono le entrate straordinarie e le eccedenze degli anni precedenti, s’arriva ad una somma che oscilla ora fra le 50.000 e le 60.000 lire. Il numero dei soci s’avvicina ai 6.000, circa 5.700.

L’idea di questa Società fu suggerita dalla esistenza di molte altre simili in Europa. V’erano infatti lo Schulverein tedesco in Austria, lo Schulverein generale tedesco in Germania, l’Alliance française, la Società dei Ss. Cirillo e Metodio fra gli Slavi, sopra tutto poi il Pro Patria, istituito fra gl’Italiani ancora soggetti all’Austria, che venne mutato nel ’90 in Lega nazionale, e più specialmente fu preso a modello fra di noi. Era assai naturale che qualche cosa di simile si pensasse a fare anche in Italia...

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