Dopo essere stata in esposizione al Museo del Bardo di Tunisi, la straordinaria mostra “Annibale. Un viaggio” fa tappa, fino al prossimo 22 gennaio, al Castello di Barletta. L’evento espositivo, che trae spunto dal’omonimo libro di Paolo Rumiz, si tiene in occasione dell’anniversario della famosa battaglia di Canne (2 agosto 216 a.C.). Lo scopo è infatti quello di rievocare la vita e la straordinaria impresa del generale punico Annibale Barca, uno dei più celebri condottieri dell’antichità. Il percorso espositivo, che si sviluppa nei suggestivi sotterranei del Castello di Barletta, è suddiviso in otto sezioni arricchite da testi di approfondimento, immagini, reperti storici ed installazioni multimediali. Dallo scenario mediterraneo nel II secolo a.C, con il ruolo di Cartagine e Roma sullo sfondo, il percorso espositivo attraversa l’infanzia di Annibale, fino al suo epico viaggio dalla Spagna all’Italia, culminato nel drammatico scontro di Canne, inizio del suo declino sancito dalla definitiva sconfitta di Zama.
Il pubblico, inoltre, avrà la possibilità di immergersi nel viaggio di Annibale grazie ad una serie di proiezioni, pensate per animare la grande cupola della sala circolare del Castello. Fulcro dell’esposizione, comunque, è il mitico busto marmoreo di Annibale, in prestito dal Palazzo del Quirinale, pezzo pregiato della mostra.
Il Sottosegretario ai beni culturali e al turismo, Antimo Cesaro, in sede di presentazione della mostra ha dichiarato soddisfatto: “Da teatro di drammi umanitari e diffidenze reciproche a spazio geografico fecondo di scambi e conoscenza tra popoli di sponde diverse. Questo deve tornare ad essere il Mediterraneo, così come lo è stato per tanti secoli nel passato. E la cultura ancora una volta si propone come la migliore diplomazia per favorire il dialogo e il rispetto reciproco. Lo stesso castello di Barletta con le sue sovrapposizioni architettoniche di epoca sveva, normanna e angioina è un simbolo di come la Puglia, al pari di tutto il Mezzogiorno italiano, abbia tratto vantaggio dalle millenarie contaminazioni culturali tra popoli e religioni differenti. Grazie al suo corredo multimediale e al suo coinvolgente ‘storytelling’ – ha concluso Cesaro - questa esposizione rappresenta un valore aggiunto nell’offerta turistica pugliese che mai come quest’anno è in grado di proporre a italiani e stranieri delle alternative culturali di qualità al consueto soggiorno balneare”.