Circa settemila testimonianze autobiografiche, costituite da diari, memorie e raccolte di lettere, scritte da persone comuni, a volte rimaste anonime, e depositate presso la “banca della memoria” fondata nel 1984 da Saverio Tutino, sono state scansionate ed archiviate in formato elettronico e saranno liberamente consultabili in rete, all’interno di una grande biblioteca digitale. Tra le testimonianze più interessanti, costitute in totale da oltre 840.000 pagine autografe, si segnalano i diari appartenenti ai soldati della Grande Guerra, vera e propria enciclopedia popolare della storia degli italiani, finalmente messa in sicurezza da questa operazione, necessaria per porre freno ai naturali fenomeni di deperimento a cui sono sottoposti i supporti cartacei. Vicissitudini umane, ricordi, amori e sofferenze vissute dai soldati italiani, molti giovanissimi, vanno a costituire un patrimonio prezioso, a disposizione di chiunque voglia conoscere l’altro lato della storia, umile e popolare. "Queste storie danno corpo alla pluralità e soggettività del vivere la storia" - ha spiegato Anna Iuso, antropologa dell'Università La Sapienza di Roma, a Rai News - "Le persone non avevano intenzione di creare un documento, avevano bisogno di comunicare, di ricevere notizie, di rassicurare. E la scrittura era anche un modo di sopravvivere. C'è un po' l'altra faccia della storia, dei grandi eventi, di alcune ritirate, di decisioni che i soldati si sono visti piombare dall'alto, di cui non hanno capito le ragioni. E poi ci sono elementi che non erano noti. Si sa che una grande difficoltà dei giovani era cercare di capire cosa stava accadendo, non solo perché li sovrastava ma perché non c'era proprio capacità di comprensione linguistica. E di questo abbiamo tracce nei diari. I ragazzi che si ritrovarono al fronte erano partiti dalla Sicilia, dal Trentino, a 1000 chilometri da casa, in un Paese dove non esisteva ancora una lingua unitaria”. La digitalizzazione del patrimonio documentale dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, consultabile all’indirizzo www.archiviodiari.org, ha richiesto tre anni di lavoro ed è stato raggiunto grazie al progetto “Impronte digitali”, realizzato in collaborazione con la Regione Toscana e la partecipazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. La condivisione online dell’intero patrimonio archivistico avverrà in maniera graduale e la consultazione dei documenti sarà subordinata all’esplicito consenso dei depositari della testimonianza o dei loro eredi. Per portare in giro le testimonianze di vita racchiuse nell’Archivio dei Diari è stato realizzato, inoltre, un dispositivo interattivo, simile ad una valigia digitale con cassetti, schedari e teche, che, grazie ad un sistema tecnologico, consente all’utente di visionare i contenuti in modo semplice ed intuitivo, facilitando l’aspetto immersivo delle storie narrate. Uno schedario, organizzato in ordine alfabetico, permette infine di attivare facilmente contenuti audio e video visionabili direttamente dal dispositivo stesso.