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L’attualità di Dante, per me, è un’ovvietà. In tutti questi anni di lavoro da giornalista l’ho sempre visto come un grandissimo cronista. È un paradosso, ma lui riesce a raccontare dettagli pazzeschi in pochissimo spazio letterario e questo è un miracolo che ancora ci sorprende. Naturalmente lascio la questione letteraria agli specialisti. Quel che posso dire è che Dante è certamente un nostro contemporaneo - lo dimostrano le moltissime riletture, quella di Sermonti e quella di Benigni per esempio – che continua a mostrarci qual è l’identità italiana nel senso più alto e moderno del termine. Dante, per paradosso, ha un grandissimo futuro davanti a sé e sarà l’uomo che ci accompagnerà ancora nei prossimi secoli per capire cosa sia l’Italia, la lingua italiane e l’italianità.