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Nonostante sia un autore molto noto, di Dante abbiamo poche notizie biografiche, in gran parte ricavate dalle sue stesse opere. L’esiguità di tali informazioni, così come una scrittura (parliamo della Commedia), basata “sul non detto, sullo scorciamento, basata sull’allusione”, “lascia al buio il lettore molte volte” ed è affine al nostro modo di concepire l’opera d’arte, assegnando valore al non detto. La modernità di Dante risiede dunque nei contenuti e nel tipo di scrittura, in qualche modo simile a quella dell’Ulisse di Joyce, “un testo che ha fondato la modernità”. Ma – dice Santagata – “non mi piace l’idea di attualizzarli come spesso si tende a fare: Dante contro lo strapotere della finanza, del fiorino e del denaro”. L’epoca di Dante era molto diversa dalla nostra. Perché è così amato a livello internazionale? Non è amato ovunque allo stesso modo, la sua popolarità “varia molto da zona a zona, da cultura a cultura […] ogni contesto culturale ha le sue motivazioni”.