fbpx

Chiara Tognarelli ha conseguito il dottorato di ricerca in Letteratura italiana presso l’Università di Pisa. Si è occupata principalmente di poesia e di storia della critica letteraria tra Otto e Novecento.

[Estratto] È la metamorfosi di un mito: da poeta esule per i patrioti e per gli esuli del Risorgimento a guardia di confine e vessillo di quegli irredentisti che del Risorgimento erano stati i figli – per generazione o per eredità morale – e i cui ideali stavano scolorando, in quel giro d’anni, in nazionalismo; fu un lento scivolamento ideologico che coinvolse anche l’Alighieri e che al suo nome legò nuovi ideali e nuove missioni. 

Quel che era destinata a rimanere costante, dall’Ottocento in avanti, era invece la fortuna del mito di Dante: di questo aveva scritto profeticamente – facile profezia, occorre dire – lo stesso Carducci nei versi finali di Per il monumento di Dante a Trento. XIII sett. MCCCXXI: «Così di tempi e genti in vario assalto / Dante si spazia da ben cinquecento / Anni de l’Alpi sul tremendo spalto. // Ed or s’è fermo, e par ch’aspetti, a Trento».