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Il “mio Dante” è quello che riesce, nel suo immaginario, nella sua persona e nella sua esperienza personale, e anche nella sua battaglia politica all'interno della comunità civile e di quella ecclesiale, a trovare le ragioni per raccontare quell'opera universale che è la Divina Commedia, un'opera che ha segnato la cultura di tutte le nazioni e di tutte le lingue. Dante continua perciò ad essere una figura molto popolare e anche chi non ne ha mai letto una sola terzina cita, inconsciamente, la Divina Commedia, questo proprio perché è un'opera che è nel DNA di ogni italiano, anche di chi non l'ha mai letta.