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Virgilio Sieni racconta del suo incontro con Dante, avvenuto nella sua famiglia contadina con “strofe cantate lavorando nei campi”. In questo modo i suoni diventarono una “cadenza che andava a collegare la lingua con tutto quello che afferiva al sistema motorio”. Da Dante alla danza, per Sieni, ogni cantica è un “continuo sprofondare in ogni dettaglio del corpo”, in un disegno che mostra uno spazio concreto e orizzontale, ma anche uno ultraterreno in una visione tridimensionale. E sulla danza ai tempi di Dante, dice Sieni: “l’apparente distanza tra una danza giullaresca e una danza coreografica, dettata da un movimento più geometrico e fondato sul numero, caratterizza molto quello che è il periodo di Dante”. Numero e geometria, elementi distintivi della Commedia, confluiscono in “Ballo 1265”, spettacolo che a dicembre 2015 chiuderà i festeggiamenti del 750° anniversario dalla nascita di Dante. Cento danzatori e persone comuni si cimenteranno in “una coreografia impossibile”. Un atlante sul mettersi in cammino.