Intervista a Edoardo Villata

A cura di Valentina Spata

Nella contemporaneità un’opera incommensurabile come quella di Leonardo esige un approccio storico-critico “probo”. Questo non comporta, di fronte a un grande artista, la scelta di intraprendere studi prudenti che possano scoraggiare letture temerarie o ipotesi rivoluzionarie e di conseguenza inibire l’operazione critica. Certamente e doveroso, innanzitutto, contribuire a ridimensionare l’esuberante mitografia che ha generato sulla figura di Leonardo un vivaio di storie inverosimili, leggende singolari e letture pretestuose. Questa incresciosa selva di notizie ha causato spesso lo svilimento del lavoro di alcuni studiosi che hanno deciso di intraprendere la via dettata da queste suggestioni, la stessa che in un certo senso ha talvolta “compromesso” la genuina fruizione dell’opera leonardesca. Riprendere la via maestra e una scelta obbligata, quella che ci riconduce alla maniera brandiana all’attimo della fulgurazione dell’opera d’arte nella coscienza, ovvero al momento della fruizione, quel momento in cui si verifica il riconoscimento dell’opera in quanto tale. Partendo da questi presupposti, in questa conversazione che segue, si e cercato di compiere una narrazione su Leonardo dove al centro del racconto viene posto il suo mestiere di artista. Nella cronaca scrupolosa e puntuale di Edoardo Villata il talento pittorico e protagonista assoluto di una trama appassionata, ossia quella riferita alla pittura definita dal nostro “vera scienzia”. Leonardo, figlio illegittimo di Ser Piero da Vinci, di converso e figlio pienamente legittimo del Rinascimento. Recepisce appieno l’euforia e i turbamenti della scoperta del Nuovo Mondo, un orizzonte che diventa per l’artista ancora più immenso e incomputabile. Per colmare la drammatica distanza fra lui e l’universo, ricorre a uno spasmodico e infinito studio del “tutto” che non placa fino in fondo la distanza che lo separa dall’ignoto. L’ambizione enciclopedica, l’ancoraggio alla pura realtà fenomenica sono antidoti che trova per ammansire la divorante sete di conoscenza. La sincera vocazione di Leonardo verso una comprensione delle regole del mondo e un’attitudine eroica che rende questo artista epico.
[dalla introduzione di Valentina Spata]

Collana: 19 domande

Anno: 2020

Editore: Società Dante Alighieri