GIOSUE' Pd.XVIII, 38
cit. (Iosuč) Pg. XX,111; Pd. IX,125
Cielo V-Marte, Spiriti combattenti per la fede

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Condottiero ebreo del XIII sec. a.C., Giosuč, appartenente alla tribų di Efraim, č considerato il successore di Mosč.
Alla morte di quest'ultimo, infatti, guidō le tribų di Israele nella conquista della Palestina e nella spartizione della terra: le sue imprese pių rilevanti sono la conquista di Gerico (narrata in Giosuč 6-7; di questa impresa fa parte sia l'episodio del furto sacrilego di Acan (Pg.), sia l'episodio di Raab) ed il sole fermato durante la battaglia di Gābaon.

"Allora, quando il Signore mise gli Amorrei nelle mani degli Israeliti, Giosuč disse al Signore sotto gli occhi di Israele: 'Sole, fermati in Gābaon e tu, luna, sulla valle di Aialon'. si fermō il sole e la luna rimase immobile finchč il popolo non si vendicō dei nemici.". (Giosuč 10, 12-13)

Le vicende della sua vita sono narrate nell'omonimo libro, appartenente alla sezione dei libri storici delle Sacre Scritture.

La caratteristica che unisce tutti gli Spiriti Combattenti per la fede č il loro essere non solo uomini d'arme, ma di tale fama da costituire un ricco materiale per la poesia.
"L'elenco dantesco, che non dā rilievo alle imprese compiute dai singoli personaggi, e si limita ad evocarli ad uno ad uno, quasi in una specie di appello o rassegna militare, isolando ogni nome con la sua aureola leggendaria, č inteso soprattutto a sottolineare l'ideale continuitā della loro opera di combattenti per la vera fede, dalla conquista e difesa della Terra Promessa alle lotte contro i Saraceni nella Spagna, nella Provenza, nell'Italia Meridionale, fino alle crociate" (N. Sapegno, Commento, pag. 223).