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Paradiso


1. I Cieli
2. Le Gerarchie Angeliche
3. La disposizione dei beati nel Paradiso
4. Salita ed ascesa
5. I luoghi


I Cieli
I cieli, creati da Dio, sono strumento della Provvidenza divina poichè sono disposti al fine di inviare sulla terra influssi ordinati e non casuali per guidare la vita dell'uomo verso Dio:

La gloria di colui che tutto move
per l'universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
(Pd. I, 1-3)

- Il Paradiso è governato dalla legge dell'ordine: l'ordine universale è il segno, nel creato, dell'opera di Dio creatore (la biblica "immagine e somiglianza").
Pd. I 103-105
... Le cose tutte quante
hanno ordine tra lor; e questo è forma
che l'universo a Dio fa simigliante.

L'ordine che regge il Paradiso è un ordine fisico, morale ed intellettuale.

- L'ordine fisico si esplicita nel collegamento armonico di tutti gli esseri fra loro e di ogni essere con Dio, motore immobile.
"Li numeri, li ordini (angelici), le gerarchie (le tre gerarchie angeliche che dispongono la virtù delle tre persone della Trinità) narrano li cieli mobili che sono nove, e lo decimo annunzia essa unitade e stabilitade di Dio. E però (per questo motivo) dice lo Salmista (Salmo 18): 'Li cieli narrano la gloria di Dio, e l'opere de le sue mani annunzia lo fermamento (il firmamento)'." (Convivio II, v, 12)

Dante crea la struttura fisica del Paradiso in sostanziale accordo con l'astronomia classica e le acquisizioni del suo tempo.
Intorno alla terra stanno, così, nove cieli concentrici, costituiti di materia: i primi sette contengono i pianeti, l'ottavo contiene le Stelle Fisse, il nono è il cielo cristallino o Primo Mobile.
Il Primo Mobile, inoltre, l'ultimo dei cieli materiali e tuttavia invisibile dalla terra, essendo il cielo più vicino a Dio, è il più grande ed il più veloce, ed ha la funzione di imprimere agli altri cieli il movimento rotatorio che è in esso determinato dal desiderio di Dio.
Il decimo cielo è l'Empireo, sede effettiva di Dio e dei beati. Esso non è un cielo materiale, come i precedenti nove, ma è costituito da "luce ed amor" (Pd. XXVII,112) e "solo amore e luce ha per confine" (Pd. XXVIII,53-54).

- Il grado di beatitudine non è identico per ogni beato perchè, se "ogne dove / in cielo è paradiso, etsi (anche se) la grazia / del sommo ben d'un modo non vi piove." (Pd. III, 88-90). L'ordine morale comporta, quindi, che ogni beato raggiunga il proprio massimo grado di perfezione, espresso in due caratteristiche:

L'adeguamento della volontà del singolo a quella di Dio
Pd. III,72-85
...è formale ad esto beato esse (è connaturato alla condizione di beato)
tenersi dentro a la divina voglia,
per ch'una fansi nostre voglie stesse.
E 'n la sua volontade (nella volontà di Dio) è nostra pace:
La consapevolezza della giustizia divina che valuta meriti e premi:
Pd. VI,118-120
Ma nel commensurar d'i nostri gaggi (premi)
col merto (merito) è parte di nostra letizia,
perchè non li vedem minor nè maggi (ma perfettamente corrispondenti).

- L'ordine intellettuale fa sì che ad ogni cielo, e dunque ad ogni grado di beatitudine, sia collegato l'esercizio di una delle virtù cardinali (la Temperanza, per i primi tre cieli, e poi, nell'ordine, Prudenza, Fortezza, Giustizia, per finire con l'esercizio della Contemplazione).
Già nel Convivio (Cv., II), commentando la canzone "Voi che 'ntendendo 'l terzo ciel movete", Dante aveva stabilito, in accordo con la cultura del suo tempo, una precisa corrispondenza fra i nove cieli, i loro influssi e l'ordinamento delle arti del Trivio e del Quadrivio, e le tre maggiori discipline (Fisica, Metafisica e Morale).


Le Gerarchie Angeliche
Le Gerarchie Angeliche sono i motori dei nove cieli:
"Chè (poichè) con ciò sia cosa che la Maestà divina sia in tre persone, che hanno una sustanza, di loro (della trinità) si può triplicemente contemplare ... E con ciò sia cosa che ciascuna persona ne la divina Trinitade triplicemente si possa considerare, sono in ciascuna gerarchia tre ordini che diversamente contemplano" (Convivio II, v,7-9).
- La prima gerarchia contempla la terza persona della Trinità, lo Spirito Santo.
L'azione della prima gerarchia angelica si rivolge, quindi, alla sfera delle attività terrene.
- La seconda gerarchia contempla la seconda persona della Trinità, il Figlio.
L'azione della seconda gerarchia angelica si rivolge, quindi, alla mediazione tra le esigenze dell'infinito e le limitatezze del mondo finito.
- La terza gerarchia contempla la prima persona della Trinità, il Padre.
L'azione di quest'ultima gerarchia ispira, quindi, la sapienza e la carità.


La disposizione dei beati nel Paradiso
Le anime si dispongono solo provvisoriamente (nelle ventiquattro ore, da mezzogiorno a mezzogiorno, del viaggio di Dante nel Paradiso) nei cieli sotto la cui influenza in particolar modo vissero ed a cui diedero compimento (merito).
In accordo con la teoria tomista, infatti, la beatitudine è la visione di Dio (Candida Rosa).
Pd. IV, 34-41
... tutti fanno bello il primo giro (Empireo),
e differentemente han dolce vita
per sentir più e men l'etterno spiro
(l'amore divino).
Qui si mostraro non perchè sortita
(assegnata)
sia questa spera (cielo) lor, ma per far segno
..... Così parlar conviensi al vostro ingegno
(l'ingegno umano di Dante),
però che solo da sensato
(da percezione sensibile) apprende.


Salita ed ascesa
Il salire di Dante nei cieli non è un movimento fisico, ma il desiderio di salire: è l'ascesa dell'anima.
Il viaggio di Dante dura infatti solo ventiquattro ore per coprire una distanza enorme.
Il desiderare di salire ed il giungere nel cielo successivo sono contemporanei.