C’è un ponte che si fa sempre più solido tra Italia e Russia. A sostenerlo, lo studio della nostra lingua, scelta da migliaia di giovani da Mosca a Vladivostok, e chiave di volta nelle relazioni fra i nostri due Paesi. Un legame che la Società Dante Alighieri sostiene da tempo e ha voluto rafforzare mettendo in palio per il 2020 cinque borse di studio per studenti meritevoli. E proprio in questi giorni è stata assegnata la prima borsa: la vincitrice è Khayshat Braeva, ha 27 anni e si è distinta nel Concorso di giornalismo “Scriviamo con gusto” promosso dal Consolato generale d’Italia a Mosca.

L’iniziativa lanciata dalla Dante, commenta Giuseppe Lo Porto, dirigente dell’Ufficio istruzione del Consolato, «è la testimonianza concreta che solo quando le istituzioni pubbliche e private lavorano insieme si può davvero parlare di Sistema Paese. Poter mandare in Italia un giovane a studiare la nostra lingua significa avere un nuovo ambasciatore dell’italiano in Russia».

Ogni borsa di studio avrà un valore complessivo di 1.000 euro e coprirà le spese di iscrizione a un corso di italiano di due settimane, da svolgersi presso una delle Scuole Dante in Italia (Roma, Firenze, Bologna, Milano o Torino), e il volo andata/ritorno. Vincere una borsa di studio, nota la Presidente del Comitato Dante a Mosca Natalya Nikishkina, «è uno stimolo a mettersi alla prova, a testare non solo il proprio livello di conoscenza di questa meravigliosa lingua, ma anche a continuare a studiare».

Le manifestazioni che godranno delle altre borse di studio sono le Olimpiadi federali della lingua italiana, il Festival delle regioni d’Italia, il Festival della poesia “Che sia poesia”, e il Festival della canzone italiana “Un’emozione per sempre”. La giuria assegnataria è formata da docenti e personalità membri del PRIA, il programma di diffusione della lingua italiana in Russia gestito dal Consolato generale d’Italia a Mosca. Nikishkina, tra i membri della giuria, spiega: «Abbiamo individuato la vincitrice in base a parametri di valutazione che tengono conto di aspetti linguistici e culturali, dell’impegno e della creatività».

Del PRIA fa parte la storica Scuola italiana Italo Calvino, centro d’eccellenza e punto di riferimento per lo studio dell’italiano sul territorio dal 1973. La scuola è anche centro certificatore PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri), certificazione di competenza dell’italiano come lingua straniera.

Insieme agli altri Enti certificatori riconosciuti dal governo italiano (Università per Stranieri di Perugia, Università per Stranieri di Siena e Università degli studi Roma Tre), la Dante è parte della CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità). «Mantenere i corsi di italiano disgiunti dalla certificazione linguistica» aggiunge il dirigente scolastico Lo Porto «vuol dire lasciare il lavoro a metà. Portare i nostri studenti a ottenere una delle certificazioni della CLIQ, significa valorizzare il lavoro del Sistema Paese».

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