Mercoledì 3 aprile 2019, ore 18.00

Galleria del Primaticcio - Palazzo Firenze
Piazza di Firenze, 27 - Roma

presentazione del volume
Marinetti Majakovskij
1925. I segreti di un incontro
di Gino Agnese
(Rubbettino)

Interverranno insieme all’Autore: Alessandro Campi, Cesare G. De Michelis e Mirella Serri

Al termine dell’evento seguirà aperitivo

bassa agneseUn grande scenario: quello dell’Exposition Internationale des Arts Décoratives et Industriales Modernes a Parigi nel 1925, che rilancia il décò e richiama il meglio del nuovo che si fa nel mondo. Architettura, arte, arts appliqués à l’industrie, pubblicità. E artisti, letterati, esponenti dell’import-export, scenografi, registi, gente di teatro. Un tavolo per tre in un ristorante di rue Saint Honoré, il 20 giugno. A cena, Marinetti, Majakovskij ed Elsa Triolet, giovane scrittrice russa. Il fondatore del Futurismo e il “poeta dell’Ottobre rosso” si erano incontrati soltanto una volta, Mosca 1914. Quali motivi li inducono a un vis-a-vis undici anni dopo? Da allora, c’è stata di mezzo la “grande guerra”. La rivoluzione dei bolscevichi ha vinto in Russia, il futurista Majakovskij era sulle barricate. In Italia c’è il fascismo, Marinetti tra i fondatori. Entrambi però sono delusi dalle proprie passioni politiche. Prima del vis-à-vis, Majakovskij dà un’ultima occhiata a un questionario battuto a macchina. Sono domande per Marinetti, volte a conoscere l’evoluzione del suo rapporto con il fascismo. Chi ha scritto quelle domande in sequenza? Potrebbe averle dettate un ministro di Lenin e di Stalin, un innamorato dell’Italia, un estimatore di Marinetti. Quale ruolo gioca a quel tavolo la giovane russa? Elsa Triolet (diventerà famosa scrittrice in Francia) è la devota sorella della celebre musa di Majakovskij, Lili Brik, fine intellettuale inserita nel regime e, al momento, amante di Agranov, vice capo del servizio segreto sovietico. Lili prepara un viaggio in Italia. Farà i fanghi a Salsomaggiore, andrà a Parma a osservare Mussolini da vicino. Sarà a Roma il giorno dopo il mancato attentato di Zaniboni al Duce. Una ricerca lunga e meticolosa, pagine avvincenti.

Gino Agnese è il biografo di Marinetti e di Boccioni, ha fondato e diretto per 14 anni la rivista di studi sulla comunicazione “Mass Media”, è stato per 30 anni redattore, inviato ed editorialista del “Tempo” e per 10 anni presidente della Quadriennale di Roma.

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