“L’inimitabile lingua di Dante è un coefficiente indispensabile e fondamentale per dare una risposta globale, nel bene e nel male, ai grandi interrogativi della condizione umana”.
AsorRosa anticipa uno dei temi dell’ 82° Congresso Internazionale della Società Dante Alighieri a Milano

Si terrà a Milano, dal 25 al 27 settembre al Museo Diocesano e presso l’Auditorium Padiglione Italia di Expo2015, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, l’LXXXII Congresso Internazionale della Società Dante Alighieri, appuntamento biennale della storica Società che dal 1889 promuove la diffusione della lingua italiana nel mondo. Protagonista sarà il sommo poeta nel 750° anniversario della nascita, anticipando lo svolgimento delle giornate dantesche l’illustre critico letterario prof. Asor Rosa ci dice di Dante e della sua lingua:

“La perennità della Commedia è consegnata alla sterminata, anzi infinita, varietà delle sue risonanze, suggestioni, tematiche, sollecitazioni e risposte. Perché questo flusso continui a manifestarsi, occorre tuttavia che ci sia, da parte nostra – cioè da parte dei lettori di ogni tempo e paese –, un’estensione altrettanto illimitata delle attese e delle richieste. È cambiata, naturalmente, la prospettiva da cui guardiamo – e possiamo guardare – allo straordinario poema. Ma quel che gli chiediamo non è forse molto dissimile, anche se in forme diverse, da quel che gli chiedevano i nostri predecessori dei secoli passati. E cioè di aiutarci a esplorare le profondità, i recessi più segreti, le forme elementari e al tempo stesso complesse della nostra esistenza, della umana esistenza. La Commedia non è, o non è soltanto – come pare sia diventata per molti specialisti del testo – un gigantesco e pressoché inesauribile serbatoio di temi e di sollecitazioni intellettuali, culturali e talvolta perfino eruditi. È un tentativo, il più grandioso che sia mai comparso dall’inizio dell’era umana, di dare una risposta globale, nel bene e nel male, ai grandi interrogativi della condizione umana: perché ci siamo, come ci siamo e come potremmo esserci al meglio? L’ascolto di questa voce fondamentale e, ripeto, inesauribile del poema è ciò che dobbiamo praticare e coltivare di più. La lingua, perciò, è coefficiente indispensabile e fondamentale di tale processo. Tutto ciò che sinteticamente abbiamo detto finora assume la sua veste tangibile e comunicabile soltanto se prende forma in quell’inimitabile lingua, la lingua, appunto, di Dante, diversa da tutte le altre. Saper leggere, e ascoltare, tale voce è la strada che ci porta al cuore, all’essenza, di quell’apparentemente intangibile sublimità."