Aspettando il Natale
DANTE E I TROVATORI
Giovedì 15 Dicembre, ore ore 17.30
Prof. Giuseppe Noto


Il Comitato Dante Alighieri di Torino organizza per giovedì 15 dicembre dalle ore 17.30, insieme all’Associazione Piemonte Cultura nel piccolo teatro delle Officine Folk, un pomeriggio dedicato a “Dante e i trovatori”: musica, proiezioni e analisi dei testi danteschi legati alla lingua e alla musica dei Trovatori. Un viaggio attraverso le opere dantesche, accompagnati dal professor Giuseppe Noto dell’Università di Torino e dal ghirondista Francesco Cavallero.

L’evento chiude 12 mesi di attività che hanno visto succedersi dibattiti, conferenze, presentazione di libri, collaborazione in importanti manifestazioni e mostre. Sempre hanno partecipato personalità di alta qualificazione in particolare del mondo della Scuola e Universitario. Recentemente ha avuto spicco “La Giornata della Dante” con la premiazione del Concorso Letterario per le Scuole, celebrata con il patrocinio della Città di Torino.

L’incontro sarà anche l’occasione, al termine del pomeriggio, per il tradizionale scambio di auguri legato alle imminenti festività, con un calice di spumante e dolci natalizi, ascoltando il "Racconto di Natale" scritto dai bimbi delle Scuole.

Il tema prescelto - “Dante e i trovatori” - apre una finestra su uno dei fenomeni che caratterizzarono la “cultura occitana” medioevale, quei trovatori che secondo la poetica provenzale assunsero quale oggetto di poesia l’amore ideale e simbolico.

Il tema apre altresì una finestra sulla cultura occitana, la cui “lingua d’oc” segnò, con la “lingua d’oïl” e la “lingua del sì”, il panorama europeo. Dante le conosce, ne tratta nel “De vulgari eloquentia”, sceglie infine per la Commedia il volgare italiano, attratto anche dalla sua maggiore capacità di poetare.

Resta comunque solida la sua ammirazione per la lingua e la poesia d’oc. La esprime inserendo nel poema quattro poeti occitani: uno nell’Inferno, due nel Purgatorio e uno nel Paradiso. Particolare rilievo ha la figura di Arnaut Daniel che, caso unico, ha il privilegio di esprimersi nella propria lingua: l’occitano (Purgatorio XXVI, 140- 147).

Dice il prof. Giuseppe Noto: “Mediante un viaggio attraverso le opere dantesche, si cercherà di capire quale conoscenza Dante avesse della poesia e della lingua dei trovatori. In particolare si percorrerà l’itinerario “occitanico” della Commedia, nel quale ‒ se escludiamo il posto eccezionale che spetta a Sordello (Purg. VI-VIII) ‒ troviamo una triade trobadorica equamente distribuita nei regni ultraterreni: Bertran de Born dannato nella nona bolgia (Inf. XXVIII), Arnaut Daniel penitente, Folchetto di Marsiglia beato (Par. IX, non casualmente tra gli spiriti amanti)”.

Giuseppe Noto, professore associato di Filologia e linguistica romanza, insegna Filologia romanza, Letteratura teatrale del Medioevo romanzo e Didattica della lingua italiana e del testo letterario presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino. È stato il primo direttore del Centro interateneo per la formazione degli Insegnanti della scuola secondaria del Piemonte. I suoi interessi scientifici vanno dalla lirica medievale occitanica alla narrativa breve medievale in lingua d’oc e in lingua d’oïl; dalla letteratura italiana delle origini a Dante; dalla ricezione della poesia dei trovatori nel Seicento al canto popolare piemontese; dal teatro medievale alla didattica della lingua e della letteratura italiana.
Francesco Cavallero, musicista appassionato, cura lo studio della ghironda da anni, con attenzione non solo alla tecnica esecutiva ma anche all'interpretazione e al gusto dello strumento. Specializzato in musica popolare piemontese e alvergnate, per l'occasione propone un repertorio tratto dalle opere dei Trovatori Provenzali tra i quali anche Arnaut Daniel, il noto poeta citato da Dante nella sua Commedia.

Avevamo parlato del legame tra Dante e Arnaut Daniel anche in questo articolo: 'Il miglior fabbro'



Ecco la locandina dell'evento del 15 dicembre: