fbpx

Giovedì 3 novembre con inizio alle ore 17.00 sarà presentato a Palazzo Firenze per iniziativa del Comitato di Roma il volume di Giovanna Pandolfelli, Guanti bianchi. Racconti dedicati a tutti i bilingui nell’anima, Edizioni Drawup, 2016. Relatori, Giovanni Di Peio e Francesca Lo Bue.
Interverrà Alessandro Masi, Segretario Generale della “Dante Alighieri”. Sarà presente l’Autrice.

Nel libro, Giovanna Pandolfelli, Presidente del Comitato di Lussemburgo, affronta, con sensibilità e competenza, attraverso la forma letteraria del racconto, un tema cruciale del nostro tempo: quello del bilinguismo (e l’altro, del biculturalismo, connesso al primo, ma da esso distinto) che nella società globalizzata nella quale siamo immersi sta assumendo proporzioni vastissime. Si calcola, infatti, che più della metà della popolazione mondiale possa essere oggi annoverata in questa categoria dei bilingui, cioè delle persone che utilizzano due o più lingue (o dialetti) nella loro quotidianità.
Né tale fenomeno sembra destinato ad arrestarsi: di qui l’opportunità e la fecondità di un libro nel quale le riflessioni dei linguisti, degli psicolinguisti, dei sociologi, prendono il volto di uomini, donne, bambini alle prese, non con il problema astratto delle lingue che li abitano, ma con la concretezza del loro vivere.
Guanti bianchi è una raccolta di racconti scritti da una penna sensibile e attenta che, focalizzandosi sul tema del bilinguismo, ci conduce nelle esistenze di personaggi diversi eppure simili: uomini, donne e bambini che in comune hanno una non-appartenenza, o meglio una duplice appartenenza, un biculturalismo a volte doloroso, che li vede spettatori di conflitti tra culture, tra origine e divenire, tra progresso e tradizione, tra il prima e il dopo.
Che siano persone in viaggio, emigranti che vivono al crocevia di una fusione tra culture, che siano sordi o dislessici, i protagonisti di questi racconti cercano un modo per stare in equilibrio nel mondo, per essere compresi e per comunicare, per potenziare l’espressione di sé nell’ambiente che li circonda, senza il peso di sentirsi narratori solitari.
Giovanna Pandolfelli ci fa entrare in punta di piedi in storie che ci insegnano a riconoscerci e a riconoscere il potere del linguaggio e della libertà che esso ci dona: qualsiasi essa sia, la lingua è un potente strumento di espressione oltre che di assimilazione, attraverso il quale l’uomo può dare alla luce un’originale manifestazione del proprio universo, imprimendo una svolta al proprio destino, affermandosi quali che siano le sue origini e dovunque sia diretto.
Un’opera, variegata e sperimentale, che unisce narrazione e riflessione e senza alcuna retorica lascia sbocciare l’esperienza corale del suono e del senso che infrange il silenzio.