Dante e Goethe hanno contribuito al pantheon della tradizione classica attraverso opere universalmente riconosciute come capolavori appartenenti al patrimonio culturale globale. Tuttavia la valenza simbolica attribuita ai loro lavori è mutata nel corso della storia, non sempre in chiave universale o internazionale. A lungo essi sono stati oggetto di strumentalizzazioni al servizio della politica e della retorica nazionalista, frutto di epoche e ideologie passate. Come è avvenuta la transizione dalla dimensione internazionale a quella nazionale? Quali processi storici, politici e sociologici hanno offerto nuove chiavi di lettura delle loro opere? Ne parleremo alla Dante di Berlino ragionando sul rapporto tra cultura nazionale e politica a cavallo tra il 19° e il 20° secolo.

Venerdì 30 Settembre ore 19.00

Saluto ai partecipanti: Fausto Panebianco,
Primo Consigliere della Sezione Cultura e Stampa dell’Ambasciata d’Italia a Berlino

Intervengono

Beate Schubert, Goethe-Gesellschaft Berlin e.V.
Giuliano Staccioli, Berliner Renaissance-Gesellschaft
Fulvio Conti, Università degli studi di Firenze - Dante, il "Poeta della Patria"
Fabio Ferrarini, Università degli Studi di Milano

Ingresso Soci libero ~ Non soci 5€
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Lingua evento: italiano - tedesco