Il consiglio comunale di Firenze ha varato un regolamento, realizzato seguendo le direttive Unesco per la salvaguardia dei siti classificati come patrimonio dell’umanità, per cercare di salvare l’identità storica e culturale del cuore della città toscana dall’assalto dei turisti. La volontà è quella di allontanare del centro storico le cosiddette “attività di bassa qualità”: minimarket con alcolici, “internet point”, pizzerie al taglio e agenzie di cambio. Facendo leva sulle norme del Codice dei beni culturali, verranno messi al bando i negozi con meno di 40 metri quadri e tutti quelli sprovvisti di servizi igienici di cortesia accessibili anche a disabili. Si salveranno invece bar, gelaterie e attività storiche. Le attività già esistenti avranno tre anni di tempo per adeguarsi alla disciplinare contenente le diverse tipologie commerciali vietate e comprese all’interno dei confini Unesco che coincidono con “il centro storico di Firenze, tradizionalmente identificato con l’area inclusa entro il circuito dei viali, corrispondente all’antica cerchia delle mura”.La seconda parte del regolamento è tutta dedicata alla vendita di alcolici: si fissa infatti il divieto di vendita di alcol sotto ogni forma dalle 21 della sera alle 6 del mattino, mentre la somministrazione su area pubblica è vietata da mezzonotte alle 7. I locali hanno anche l’obbligo di tenere pulito il suolo di pertinenza dell’attività.

Il regolamento messo in atto a Firenze sta raccogliendo consensi anche a Venezia, dove il primo cittadino Luigi Brugnaro ha messo allo studio la possibilità di adattare alla città lagunare quanto sta facendo il sindaco Nardella con Firenze. Con Firenze, peraltro, ci sono già in piedi altri progetti congiunti legati al turismo, a breve è prevista una riunione delle città metropolitane proprio nel capoluogo toscano, e non è escluso che si possa parlare anche di questo. Brugnaro, inoltre, ha intenzione di parlarne anche con il ministro Dario Franceschini in occasione della sua visita a Venezia prevista per il 29 gennaio.