"Biblioteca Vivente è un metodo innovativo per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi e favorire la comprensione reciproca." Il metodo è semplice: persone in carne e ossa, provenienti da tutto il mondo, si incaricano di raccontare ai lettori/ascoltatori/spettatori parti della loro vita. Oggi al MudeC di Milano 

Il metodo di Biblioteca Vivente nasce in Danimarca, a Copenaghen, negli anni Ottanta. Organizzato da un gruppo di adolescenti per contrastare fenomeni di discriminazione e razzismo, è stato riconosciuto dal Consiglio d’Europa come "buona prassi per il dialogo interculturale e come strumento di promozione dei diritti umani." Nella realtà quotidiana non esistono le categorie. Incontriamo persone e non stereotipi, scambiamo storie con loro e condividiamo esperienze. Parliamo delle motivazioni che le hanno determinate. Ma non è facile incontrare persone di culture diverse dalla nostra. Biblioteca vivente mette in contatto persone e culture che altrimenti non si sarebbero conosciute. 

Il metodo, adattato da ABCittà alla particolarità italiana, opera contro i pregiudizi attraverso un metodo semplice: si costituisce un gruppo promotore, si identifica il pregiudizio sl quale operare il cambiamento, si reclutano i potenziali libri umani e formarli con alcuni incontri di gruppo. Le altre parti di organizzazione sono abbastanza prevedibili: comunicare nel modo giusto l'evento e facilitarlo è infatti abbastanza normale. Dopo l'incontro, re-incontrarsi per valutare l'evento, e gli eventuali risultati.

 

L'evento del MudeC (Museo delle Culture) è organizzato dall'Associazione Città Mondo, organizzazione di secondo livello e luogo di partecipazione di oltre 500 associazioni rappresentative delle numerose comunità internazionali predenti sul territorio. Associa rappresentani delle varie comunità internazionali e ha selezionato 21 'libri viventi' per l'occasione del 19 dicembre.

Qui il catalogo dei libri viventi, con i 21 'titoli' ognuno dei quali si può consultare per mezz'ora. Per esempio troviamo Maria | MAMà TATà"A sette anni l’arrivo in Italia e la scelta di cancellare tutte le parole in rumeno dal vocabolario, tranne due, che non è proprio possibile eliminare. Mimetizzarsi…" e ancora il 'libro vivente' STEPHANE | BIANCO E NERO "Quanto pesa la faccia nera? Qui è troppo scura, là è troppo chiara. Sempre fuori posto per gli altri. Ogni tanto si trovano però dei punti di contatto e questo fa piacere" e altre 19 storie, con le quali si può interagire.

Biblioteca vivente si inserisce nel più ampio progetto Mudec P.O.P – popoli, oggetti, partecipazione che nel 2016 realizzerà azioni performative in varie zone di Milano per creare occasioni di incontro interculturale e di conoscenza delle diverse culture che si incontrano nelle nostre città.

 

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