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Si è conclusa ieri la quattordicesima edizione della fiera Più libri, più liberi, che raccoglie ogni anno a Roma il mondo della piccola e media editoria.

Tra i tanti eventi e presentazioni nel ricco programma, spiccano quelli dedicati all’analisi del mondo dell’editoria, con i dati elaborati da Nielsen sul mercato del libro e con l’indagine condotta, per l’ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, dall’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sul mercato dei diritti editoriali tra Italia ed estero, che ha preso in esame 1200 editori.

Il saldo di scambio con l’estero resta a favore dell’acquisto di diritti (gli editori italiani acquistano 10672 titoli e ne comprano 5844) ma si registra un incremento notevole del peso percentuale dei titoli venduti rispetto al totale delle nuove uscite, che nel corso degli ultimi quindici anni risulta triplicato.

I più comprati all’estero sono i titoli per bambini e ragazzi e la narrativa in generale, perdono invece terreno i saggi e illustrati. Risulta inoltre che i paesi che acquistano sono per metà i vicini europei, seguono quelli del Sud e Centro America che raggruppano quasi il 20% della richiesta, poi l’Asia con il 14,3% e l’America del Nord con il 6,5%.

Speculari sono i generi dei titoli che l’Italia acquista dall’estero, anche qui dunque soprattutto narrativa e narrativa per ragazzi, con un calo della saggistica e degli illustrati. Anche sul lato degli acquisti resta predominante il peso dei Paesi europei, da cui giungono oltre il 50% dei titoli, seguiti dall’America settentrionale con il 28,5% e l’Asia con il 13%.

Si tratta di dati che, secondo il Presidente dell’AIE Riccardo Maria Monti, lasciano ben sperare sul futuro dell’editoria e in particolare delle piccole case – il cui peso è aumentano, in un anno, del 9,2%, e che vendono i generi meno frequentati dalle grandi case, come la saggistica i gli illustrati, e acquistano molta manualistica (49%) e narrativa (24,7%) – poiché “in un’epoca di forti cambiamenti per l’editoria, i mercati esteri rappresentano un traino importante per il settore”.

a.c.

[Crediti immagine: Bruno Cordioli]