La Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità è stata istituita il 3 dicembre 1981. A partire da quell'anno l'ONU volle così contribuire a diffondere la conoscenza del tema e a 'sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e per allontanare ogni forma di discriminazione e violenza.'

Seguita nel 2006 dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone disabili (approvata il 13 dicembre di quello stesso anno e ratificata dall'Italia nel 2007), la giornata del 3 dicembre fa parte delle recenti iniziative che puntano a rendere pienamente accessibili i contesti sociali e di vita. L'ISTAT dice che in Italia vivono oltre 3 milioni di persone con disabilità gravi. Secondo il Sole24Ore si tratta purtroppo di persone che subiscono anche gravi forme di marginalizzazione sociale e professionale. Qui, un grafico interattivo con altri dati. 

Solo nel 2001, venti anni dipo l'anno internazionale dedicato alla disabilità, l'OMS ha aggiornato lo standard che la inquadra nell'ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute). L'ICF, in particolare, definisce la disabilità come dinamica di interazione tra individuo e contesto. Sposta dunque l'attenzione dall'individuo 'portatore di handicap', come era precedentemente definito, alla condizione di svantaggio che si può sperimentare nell'interagire con un ambiente poco 'attento' alle esigenze di tutti, con qualsiasi età, capacità fisica, psicologica, cognitiva, sociale o soggetti ad altre forme di svantaggio. 

Il nostro paese ha contribuito significativamente alla definizione dello standard ICF, e l'Italia è stato uno tra i primi paesi ad aver ratificato la Convenzione ONU del 2006. Il nostro sistema culturale, inoltre, grazie al Ministero dei beni culturali, dispone anche di un apparato di 
Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale: la cultura è un diritto e deve valere per tutti. 

Questo obiettivo della piena accessibilità non è stato raggiunto, ma il mondo della cultura contribuisce in molti modi a indirizzare la società verso forme di maggiore inclusione. Oggi e in molte occasioni sarà possibile partecipare a eventi di vario genere sull'accessibilità e sui diritti. Ecco un ampio elenco, nella pagina MIBACT. Non vogliamo citare singole iniziative, ci limitiamo ad auspicare che le occasioni di dialogo continuino a moltiplicarsi, verso una società inclusiva e 'per tutti'.



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