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Il primo personal computer nell’accezione moderna del temine, un dispositivo simile per fattezze ad una macchina da scrivere realizzato dall’azienda italiana Olivetti nel 1965 e apprezzato a tal punto dalla Nasa che lo scelse per utilizzarlo nelle prime missioni lunari del programma Apollo. E ancora l’invenzione del microchip, realizzato da Federico Faggin nel 1970 per l’americana Intel, e la piattaforma hardware Arduino, creata dieci anni fa e ancora largamente utilizzata in tutto il mondo da programmatori per lavorare a prodotti digitali indipendenti. L’immagine dell’Italia, all’estero come sul territorio nazionale, è legata molto più spesso a eccellenze nel campo della cultura, dell’arte, della storia e della gastronomia, trascurando l’importanza che il nostro Paese ha avuto in settori chiave dell’economia mondiale come l’informatica e la digitalizzazione.
A far luce sul contributo dell’Italia alla rivoluzione economica digitale, e non solo, ci pensa l’esposizione "Make in Italy. 50 anni di conquiste italiane dal primo Pc alla prima macchina del caffè", in programma dal 13 al 25 novembre presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York, che mostrerà una realtà pressoché sconosciuta anche all’interno del nostro stesso Paese. All’inizio della cosiddetta Internet economy l’Italia ha avuto, infatti, un ruolo preponderante, grazie al genio dei suoi ricercatori e alla forza creativa dei suoi grandi gruppi industriali; una creatività che ha portato alla creazione di fenomeni internazionali, come il caso del già citato Arduino o della macchina per fare l’espresso in orbita, realizzata da Lavazza e da Argotec, azienda specializzata in tecnologie astronautiche, utilizzata recentemente anche da Samantha Cristoforetti nel corso della sua missione sulla Iss, la stazione spaziale internazionale. La mostra, già presentata all’Expo di Milano, è dunque un’importante testimonianza del genio italiano, connubio di tecnica, intuito e gusto per il design, che conquistò anche un maestro come Steve Jobs, il quale chiamò a lavorare alla Apple Mario Bellini, padre dell’Olivetti P101, primo personal computer della storia.
L’esposizione, suddivisa tematicamente per decadi, porta all’attenzione del pubblico anche importanti documenti storici e reperti fotografici, capaci di illustrare il retroterra sociale ed economico che ha caratterizzato i diversi periodi storici.