A dieci anni dalla sua prima edizione, torna Ravello Lab. I Colloqui internazionali che si svolgono ogni anno a Ravello, in provincia di Salerno, vedranno la loro decima edizione tra 22 e 24 ottobre 2015. In occasione del decennale, è stato anche organizzato un convegno presso la Camera dei Deputati, nella Sala Aldo Moro, per il 19 ottobre.

Il tema sul quale si focalizzeranno i lavori è quello delle Industrie Creative come leva per lo sviluppo dei territori. Si parlerà di politiche culturali in chiave di sviluppo locale, di livello europeo ed euromediterraneo, grazie all’organizzazione del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e di Federculture.

Qual è l’obiettivo dei colloqui? L’obiettivo è dare risposte pratiche e concrete alle possibili politiche di sviluppo territoriale fondate sul patrimonio culturale. Un secondo obiettivo è valutare e promuovere il ruolo delle industrie creative, i cui operatori provenienti dall’area euro mediterranea ogni anno si incontrano e confrontano le rispettive esperienze. Un modo di fare ‘cultura europea’ che non può non vedere l’Italia come protagonista.

Anche il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, in visita nel nostro paese il 15 ottobre, alla Camera dei Deputati ha sottolineato il ruolo positivo del nostro paese nella gestione delle crisi umanitarie globali. L'Italia, ha dichiarato Ban Ki-moon nel corso di un intervento che ha anche visto alcuni passaggi brillanti, “ha saputo dare una risposta coraggiosa e profondamente umana alla più grande crisi migratoria dalla fine della Seconda guerra mondiale. Rendo omaggio agli uomini e alla donne d'Italia che hanno salvato decine di migliaia di migranti. Ringrazio l'Italia".

Proprio attraverso la cultura le politiche territoriali possono “favorire l’inclusione sociale e la partecipazione dei cittadini”, promuovendo il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo.
La conoscenza, l’innovazione, lo studio sono elementi strategici per la costruzione di una nuova politica della cultura che contribuisca non solo all’occupazione, la base di ogni forma di benessere sociale, ma anche alla coesione sociale. I diritti in Internet, il patrimonio culturale strategico per la sostenibilità, l’individuazione degli elementi identitari sui quali basare lo scambio di esperienze e la costruzione di percorsi di sostenibilità nel quadro globale sono alcuni dei temi dai quali parte un rilancio della competitività europea e anche di quella italiana.

Turismo, sviluppo rurale e delle aree a vocazione agricola, diffusione della banda larga sono così occasioni per permettere alla cultura di sostenere “la ripresa dell’economia e la coesione sociale e per questo appare necessario inserirla a pieno titolo nelle politiche di sviluppo dei territori.” Uno sguardo particolare rivolto alla sponda sud del Mediterraneo non poteva mancare, “anche in virtù della collocazione geografica di Ravello e della sua tradizione culturale”.

I temi che saranno affrontati nei Colloqui sono i seguenti: partenariato pubblico-privato per lo sviluppo locale a base culturale e territori e industrie creative come strumenti di sviluppo.

Per quanto riguarda il primo punto sarà interessante il lavoro del primo panel di discussione, negli aspetti legati alla gestione dei fondi comunitari e dei POR/PON, si parlerà della designazione di Matera come Capitale Europea della Cultura per il 2019 e del provvedimento Mibact che introduce le Capitali italiane della Cultura, tra turismo, progettazione integrata e piani di gestione dei siti Unesco. Il primo panel dedicato raccoglierà i risultati di un tavolo di lavoro sulla gestione dei rischi naturali e “umani”. Il secondo panel tratterà invece di territori e industrie creative come strumenti di sviluppo. Le Industrie Creative e Culturali, come riportato nel manifesto 2015 di ECBN European Creative Business Network contribuiscono più di qualunque altro settore all’economia europea e alla sua competitività. “Generano € 558 miliardi di valore aggiunto (4,4% del PIL totale dell'UE) e coinvolgono 8,3 milioni lavoratori a tempo pieno (3,8% della forza lavoro totale di UE).” Il rapporto “Getting cultural heritage to work for Europe Report of the Horizon 2020” fornisce ulteriori dati e informazioni di riferimento su questo aspetto così centrale.

Siamo ormai a una “Cultura 3.0”, così definita dal prof. Sacco, cioè come “il modello emergente di organizzazione della produzione e della disseminazione dei contenuti culturali, che si distingue per la crescente smaterializzazione della frontiera tra chi produce cultura e chi ne fruisce.” Ravello Lab 2015 si servirà ampiamente degli strumenti offerti dalle nuove tecnologie (vedi il sito dedicato per approfondire questa informazione). Nuova conoscenza, ibridazione e innovazione sono le tre parole chiave sulle quali si fonda questa analisi.


Ecco una sintesi del programma degli incontri:
Giovedi 22 ottobre a partire dalle 16, tavolo di lavoro “Patrimonio Culturale e Rischi”.
Venerdì 23 ottobre Panel 1 e 2 (in sessioni parallele).
Sabato 24 ottobre, dopo la presentazione dei risultati delle riflessioni dei panel, tavola rotonda conclusiva.

Il Partenariato
Posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Ravello Lab, sin dalla sua prima edizione, beneficia del patrocinio della DG Cultura della Commissione Europea, del Consiglio d’Europa, dell’Ufficio di Rappresentanza italiano del Parlamento Europeo, del Ministero degli Esteri, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e di numerose altre Istituzioni ed Associazioni.


La fonte principale di questo articolo è http://www.ravellolab.org/News/66-Presentazione-Ravello-Lab-2015.htm. Per seguire i lavori, www.creactivitas.org



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