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Il primo importante anniversario del 2018 è senza ombra di dubbio il 70esimo Anniversario della Costituzione della Repubblica Italiana, inteso non solo in ordine cronologico ma anche in termini di valenza storica, politica e culturale. Entrata in vigore il 1 Gennaio del 1948, la Costituzione viene firmata dal Capo dello Stato provvisorio Enrico De Nicola, dopo 18 mesi di lavoro dell’Assemblea Costituente, nella seduta del 27 Dicembre del 1947. In occasione della celebrazione del 70esimo compleanno della Costituzione è nato un progetto dal nome “Il Viaggio della Costituzione”  la cui missione è quella di portare fisicamente e idealmente la Carta Costituzionale nelle città italiane, per avvicinarla a tutti i cittadini del nostro Paese. Nello specifico, il progetto, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con i Comuni interessati, prevede dodici tappe tante quanti sono i principi fondamentali della Carta Costituzionale, dando vita a una  mostra itinerante che riporta i 12 articoli relativi ai principi fondamentali seguiti da alcune delle più rappresentative dichiarazioni di Capi di Stato, intellettuali, autorità della Chiesa, personalità illustri del mondo scientifico e politico. In occasione della mostra è stata organizzata in ogni città una lezione di storia a cura di Laterza , un ciclo di dodici lezioni che hanno guidato e guideranno ancora le scolaresche e i cittadini nella comprensione del valore storico e culturale della Costituzione, grazie alla partecipazione di interlocutori del calibro di Sabino Cassese. All’interno della mostra sono presenti anche approfondimenti grafici e multimediali, filmati storici e commenti audio di Roberto Benigni sui primi 12 articoli. 
Al termine del percorso è stato pensato un atto simbolico per i visitatori, che potranno rinnovare la propria adesione alla Costituzione con l’apposizione di una firma “virtuale” accanto a quella dei Padri Costituenti.
 
La prima tappa del 2018 è nella città di Cagliari, dal 10 al 30 gennaio, con l’Art. 5: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento”. Il principio dell’Autonomia e decentramento è spiegato dalle parole del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, quando era ancora in carica nel 2010: “Il richiamo all’unità e all’indivisibilità della Repubblica vale a segnare tra i Principi fondamentali quello di un invalicabile vincolo nazionale; e nello stesso tempo mette in evidenza come il riconoscimento e la promozione delle autonomie siano parte integrante di una visione nuova dell’unità della nazione e dello Stato italiano”.
 
 I dati della mostra itinerante
 
La mostra è partita lo scorso settembre da Milano con l’Art.1: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Il principio fondamentale è la Democrazia alla quale sono state dedicate le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “La scelta repubblicana ha influito in grande misura sulla definizione dell’identità del Paese. La Repubblica ci ha aiutato a ricostruire la nostra storia unitaria e a collegare, sul piano etico e culturale, il primo Risorgimento con il secondo, cioè con la Resistenza e la Liberazione. La Repubblica ha consentito rinnovamento e maturazione, ha permesso un ampliamento delle basi democratiche e il radicamento della democrazia nella cultura nazionale. E’ bene tenerlo presente, anche per il futuro, dal momento che anche le democrazie hanno sempre bisogno di essere aperte allo spirito del tempo, di inverarsi nelle diverse condizioni della storia, di accogliere nelle loro istituzioni le innovazioni e le forze vive, di aggiornarsi per rappresentare sempre meglio le istanze popolari e, insieme, per rispondere con efficacia alle domande nuove di cittadinanza che la società pone alle istituzioni”. La seconda tappa è stata dedicata a Catania con la Solidarietà rappresentata dalle parole di Papa Francesco: “Solidarietà è una parola che non sempre piace. E’ pensare e agire in termini di comunità, di priorità della vita di tutti sull’appropriazione dei bei da parte di alcuni. E’ anche lottare contro le cause strutturali della povertà, la disuguaglianza, la mancanza di lavoro, la terra e la casa, la negazione dei diritti sociali e lavorativi. E’ far fronte agli effetti distruttori dell’impero del denaro. La solidarietà, intesa nel suo senso più profondo, è un modo di fare la storia”. E’ il principio dell’Art.2: “La Repubblica garantisce e riconosce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. La terza tappa è stata a Reggio Calabria, con l’Art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Il principio fondamentale è quello dell’Eguaglianza, per la quale sono state scelte le parole di Giuseppe Mazzini: “Noi protestiamo contro ogni ineguaglianza, contro ogni oppressione, dovunque siano praticate: perché noi non consideriamo nessuno come straniero, noi distinguiamo solamente il giusto dall’ingiusto”.
La quarta tappa ha visto Bari protagonista del Lavoro, con l’Art.4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. Il principio è spiegato dalle parole di Piero Calamandrei, tratte dal discorso sulla Costituzione del 1955: “Dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo”.
Il risultato scaturito dai dati dell’affluenza delle quattro città visitate è considerato molto positivo, non solo perché vede un numero di 11.634 visitatori con il coinvolgimento di 202 scolaresche, ma anche perché i Comuni di loro iniziativa si sono attivati per organizzare incontri e convegni dedicati all’articolo a loro associato, riuscendo a coinvolgere larga parte della popolazione che si è mostrata interessata ed entusiasta per essere stata avvicinata alle Istituzioni attraverso l'iniziativa messa in atto.
 
Le prossime città interessate dalla mostra della Costituzione
 
Dopo Cagliari, la tappa sarà ad Aosta, sulla Minoranza linguistica, rappresentata dalla citazione del 1979 di Tullio De Mauro: “Il plurilinguismo caratterizza la storia e la cultura contemporanea della società italiana. Riconoscere la dignità di queste parlate minori è un fatto di diritto civile, è un fatto di rispetto dell’ambiente linguistico, ma è anche un fatto pedagogicamente, educativamente rilevante”. E’ il principio dell’Art. 6: “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”.  A seguire Roma, il prossimo marzo, su Stato e Chiesa, principio esplicato dalla dichiarazione del 1861 di Camillo Benso Di Cavour: “Noi riteniamo che l’indipendenza del pontefice, la sua dignità e l’indipendenza della Chiesa, possono tutelarsi mercé la separazione dei due poteri, mercé la proclamazione del principio di libertà applicato lealmente, largamente, ai rapporti della società civile colla religiosa libera Chiesa in libero Stato”. E’ il principio dell’Art. 7: “Lo Stato e la Chiesa sono, ciascuna nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti non richiedono procedimento di revisione costituzionale”. A seguire Venezia, il prossimo aprile, con  Le confessioni religiose, per le quali è stata scelta la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti”. E’ l’Art. 8: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”. La tappa successiva sarà in maggio a Firenze su Cultura e Ricerca, espressa da una citazione della scienziata premio nobel Rita Levi-Montalcini: “A Vent’anni volevo andare in Africa per curare la lebbra. Ci sono andata da vecchia, ma per curare l’analfabetismo, che è molto più grave della lebbra”. E’ l’Art. 9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione”. Poi, in giugno, la tappa sarà a Trieste,  alla quale è stato associato il Diritto d’asilo, presentato dalle parole di un medico di Lampedusa, Pietro Bortolo: “C’è chi alza muri, chi tira su fili spinati ma non saranno né muri né fili spinati a fermare questa gente. L’unico modo di fermarla è aiutarla nel suo Paese, e fino a quando non si riuscirà a farlo il dovere di ognuno di noi è di assisterla e accoglierla. Voglio cogliere questa occasione per lanciare un messaggio ai vertici politici dell’Unione Europea perché è l’intero Continente che deve assumersi la responsabilità di fermare questa strage e promuovere quella cultura dell’accoglienza che fa parte peraltro dei valori fondanti della Comunità Europea”. E’ l’Art.10 “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici”. Segue la città di Assisi con la Pace, attraverso le parole del Cardinale Carlo Maria Martini: “Potremmo dire che sulla parola “pace” non c’è pace, perché lungo i secoli della storia e ancora oggi essa viene intesa in maniere molto diverse, spesso restrittive. Nella versione più moderna, c’è la pace sicurezza, che è il risultato dell’equilibrio del terrore, delle forze che potrebbero annientarci e che, quindi, potenzialmente si elidono. Nei suoi significati più profondi, la pace significa  armonia. Proprio per questo, è necessario continuamente ripensarla, riproporla nei temi attuali, affinché non sia una semplice astrazione , una semplice ideologia”. E’ l’Art. 11 contro la guerra: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. A chiudere il ciclo della mostra itinerante sarà Reggio Emilia con l’Art.12: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”.  Le parole che chiudono l’ultima tappa sono quelle dell’allora Presidente della Repubblica   Carlo Azeglio Ciampi, del 2011: “Il tricolore non è una semplice insegna di Stato. E’ un vessillo di libertà conquistata da un popolo che si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di eguaglianza, di giustizia. Nei valori della propria storia e della propria civiltà”.