Il 13 febbraio è la Giornata Mondiale della Radio, istituita nel 2012 dall’Unesco per commemorare l’anniversario della prima emissione della radio delle Nazioni Unite avvenuta 70 anni fa, il 13 febbraio 1946.

Lo scopo generale della giornata è promuovere la cooperazione tra le emittenti, incoraggiando “le grandi emittenti e le radio di comunità [community radio] a dare accesso all’informazione, alla libertà di espressione e alla parità di genere in tutto l’etere”. Il tema della giornata 2016 è “La radio in tempo di emergenze e disastri”. Il mezzo radiofonico è quello che raggiunge il maggior numero di persone in tutto il mondo e nel tempo più rapido.

L’iniziativa vuole sensibilizzare istituzioni ed emittenti sulla necessità di garantire la sicurezza di giornalisti e operatori in aree e momenti di crisi ed emergenza, ma anche e soprattutto a tenere libere le frequenze radio usate anche dalle radio di comunità per offrire aiuto e sostegno ai sopravvissuti e alle persone vulnerabili. La radio è un mezzo democratico, con impatto sociale, che rispetta la privacy degli utenti ed è capace di salvare la vita delle persone.

Nella giornata del 13 febbraio, le grandi emittenti internazionali trasmetteranno tutte insieme dall'Unesco di Parigi, via web, dal link dedicato alla giornata www.worldradioday.org. Registrazioni quiL’Unesco renderà disponibili gli interventi di importanti opinionisti partecipanti, liberi dai vincoli del diritto d’autore.

Qui un’infografica su lifegate.org, con la sintesi dei dati sulla presenza del mezzo radiofonico nel mondo. La radio raggiunge il 76% delle persone in aree rurali dell’Africa (il 18% usa la telefonia cellulare, pochissimi quelli che accedono a telefonia fissa e pc). Raggiunge anche gli analfabeti, ben il 40% della popolazione nelle aree meno sviluppate del pianeta. Le radio sono usate dai giovani, anche se non ci sono molte statistiche su questo aspetto specifico. Il 69% degli africani ha meno di 30 anni. Ma 65 giornalisti radiofonici sono stati uccisi negli ultimi due anni e la metà di loro aveva meno di 30 anni. Tra 2006 e 2013, in tutto, ben 593 operatori della comunicazione radiofonica sono stati assassinati mentre svolgevano il loro lavoro. Evidentemente, ma non c’era da sottolinearlo, il mezzo non è ‘neutro’ e può avere un impatto decisivo in caso di conflitto.

Non solo, la radio ha anche un ruolo inclusivo e per la Giornata mondiale della Radio 2016 la Comunità radiotelevisiva italofona della Rai offre nel suo sito un documentario realizzato da Chiara Aliberti e Giovanni Lupi. Si chiama "#Io segno" ed ha ricevuto un premio speciale nella terza edizione del CINEDEAF, festival del cinema sordo. #Iosegno vuole ricordare che "le lingue sono un patrimonio culturale di inestimabile valore e [...] la loro coesistenza arricchisce tutti favorendo la creatività, la comprensione reciproca e la solidarietà."

Se vi state chiedendo come sia possibile immaginare una radio per sordi, ecco come funzione Radio Kaos ItaLis: presso Radio Kaos Italy, emittente indipendente di Roma, è nato un canale web dove i sordi comunicano notizie e curiosità attraverso la lingua dei segni italiana (questa la corretta dizione della LIS) occupandosi anche di regia, doppiaggio e conduzione. Radio Kaos Italis racconta il mondo della scuola, le passioni, il rapporto con il mondo udente e la battaglia per il riconoscimento della LIS come lingua ufficiale.

Ancora: il CP Unesco Matera (che intrattiene con la Società Dante Alighieri un protocollo di intesa e opera anche d'intesa con il nostro Comitato locale) ha distribuito in uffici, negozi, scuole e alberghi (tra 27 gennaio e 10 febbraio) le “Poesie della Memoria”. L'obiettivo? Diffondere la cultura della pace attraverso la letteratura (anche con #MateraIncantaDante), indicando la cultura come unica via edificante per un futuro di armonia.

Per l'occasione Radio Radiosa, importante emittente lucana dal 1998, oggi trasmetterà messaggi sulla pace selezionati tra i più evocativi autori, letterari e non: Ungaretti, Neruda, Gandhi, Rodari, Mandela, don Tonino Bello, Papa Benedetto XVI, Martin Luther King, Sorek. E anche, naturalmente, Dante Alighieri.


Fonti: unesco.org; lifegate.org (anche per l'immagine); comunitaitalofona.org

 

vn