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Venerdì 19 febbraio (ore 17.00) presso la SALA PIETRO DA CORTONA in CAMPIDOGLIO, Alessandro Masi, Marina Mattei, Claudio Strinati con l'Autore Luigi De Pascalis presentano "Notturno Bizantino" (Lepre editore). Evento aperto al pubblico.
 
Sinossi dell'editore:
Non è la prima volta che l’Europa abbandona a se stessa la Grecia e la sua cultura e che la violenza musulmana sorprende l’Occidente. 1507. 
L’anziano Lucas Pascali racconta la propria vita: l’infanzia a Mistra, mentre saggi e filosofi sognano ancora un mondo nuovo, la gioventù e la maturità nella Costantinopoli degli ultimi imperatori bizantini. 
Gli studi di medicina, gli amori, i lutti, i sogni del protagonista, che ha il cuore diviso tra due sorelle, s’intrecciano a vite che iniziano e finiscono sullo sfondo ben ricostruito della lunga notte dell’Impero Bizantino, che culminò il 29 maggio 1453 con la caduta di Costantinopoli per mano dei Turchi. Intanto l’Europa, divisa su tutto, ignora le richieste d’intervento bizantine per non compromettere i propri interessi commerciali coi Turchi e il Papa subordina l’invio di aiuti all’unione fra la Chiesa Latina e quella Greca sotto la propria guida. Caduta la città, inizia una lenta e dolorosa migrazione di tanti sapienti, filosofi e scienziati che furono i semi da cui fiorì il Rinascimento europeo. Un romanzo popolato di personaggi, storici o di fantasia, sempre umanissimi e attuali.
 
Alcune recensioni sul libro:
"Attraverso un'approfondita ricostruzione filologica degli avvenimenti e un'analisi introspettiva di fatti e personaggi, il romanzo ritrae con sottile eleganza e ricchezza di particolari i profili umani di quella tragica stagione della storia che pose fine per secoli alla supremazia occidentale".
(Alessandro Masi, Società Dante Alighieri)
 
"Luigi De Pascalis ha scritto un romanzo storico di grande e vera originalità".
(Claudio Strinati, storico dell'arte)
 
"Un uomo racconta a un altro la sua vita, dall'infanzia a Mistra, capitale della Morea, alla sua gioventù e maturità nella Costantinopoli degli ultimi imperatori e parlando di sé ripercorre la lunga fine di un impero che ha molte analogie con la situazione attuale".
(Mauretta Capuano, Ansa Cultura)
 
"Leggendo questo, che è molto più di un romanzo, si ha come l'impressione di ascoltare le intense note composte e suonate da Chopin, e proprio su questo malinconico tappeto musicale il sangue degli antenati scorre ancora vivo tra i respiri che appannano il futuro".
(Veronica Meddi, Il Tempo)
 
"Questi romanzi di De Pascalis hanno qualcosa di straordinario! La loro virtù principale consiste in ciò: un'abilità artigianale nel ricostruire meticolosamente il contesto storico di cui si parla (sono veri e propri viaggi nel tempo) e insieme una certa passione per la storia delle idee, che sento a me molto vicina".
(Filippo La Porta, Left)
 
 (fonte Shutterstock)
 
"Con questo appassionante e ispirato racconto, nel quale ricostruzione storica e trama romanzesca convivono senza forzature, De Pascalis sembra voler suggerire che a ogni generazione, compresa la nostra, tocca in sorte una Bisanzio di cui difendere le mura".
(Il foglio – Libri)
 
"Ci sono libri che non si concedono in poche pagine al lettore, ma hanno il dono di svelarsi lentamente, regalando emozioni e insegnamenti riga dopo riga, parola dopo parola".
(Patrizia La Daga, leultimeventi.it)