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Dopo due mesi di eventi, il 17 dicembre si è conclusa a Khartoum la quindicesima Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Nella capitale del Sudan, dove è stato recentemente aperto un centro certificatore PLIDA, sono state realizzate molte iniziative, dalla musica alla poesia, dal cinema alla cucina. Nell’evento inaugurale, l’ambasciatore italiano Fabrizio Lobasso ha salutato le celebrazioni dicendo che “È certamente appassionante presentare un’offerta culturale in un Paese straniero che ospita un numero considerevole di italiani.

 

Le iniziative hanno incluso una lettura su “Dante, poeta di giustizia, libertà e liberazione” tenuta dal professor Gianni Vacchelli il 22 ottobre scorso nell’Italian Library and reading Room nell’Università di Khartoum. Nel mese di novembre si è tenuta una settimana dedicata al mondo dei cortometraggi, con la partecipazione del regista italiano Francesco Cinquemani e il coinvolgimento degli studenti sudanesi della scuola di cinema del Sudan Film Factory. 

Il 29 novembre si è anche svolta una conferenza sulla “salvaguardia del patrimonio culturale in Sudan”, organizzata dall’Ambasciata d’Italia in Sudan (dove è stato recentemente aperto anche un centro certificatore PLIDA della ‘Dante’) insieme all’Ufficio UNESCO di Khartoum. Archeologi di fama hanno discusso della tutela dei beni culturali locali, su invito della Conferenza Internazionale dei Ministri della Cultura, espresso nel corso degli eventi di EXPO 2015.

Nel mese di dicembre, dopo una lezione del professor Paolo Balboni (dell'Università Ca’ Foscari) intitolata “Una notte all’Opera”, dedicata all’utilizzo della lingua italiana nella stesura dei libretti operistici e sulla funzione dell’italiano come veicolo di cultura ed arte, è stato anche organizzato un laboratorio sulla cucina italiana. Maria Voltonina, che ha anche pubblicato il libro ‘L’Italiano a Tavola”, ha insegnato come preparare i migliori piatti della tradizione italiana. Con l’occasione sono stati raccolti dei fondi destinati alla costruzione di un ospedale per bambini diabetici. Il laboratorio e il concerto conclusivo, che si è svolto nella residenza dell’Ambasciatore, hanno tracciato un collegamento ideale tra italiano, musica e cultura, tra cultura e solidarietà. 

Il successo dell'iniziativa ha mostrato  “ai sudanesi e agli amici d’Italia le due facce della stessa medaglia del nostro modo di essere, ovvero cultura e solidarietà: due modi diversi per aiutare chi ha bisogno”, così come aveva annunciato l'ambasciatore Lobascio aprendo l'iniziativa nel mese di ottobre.

Il concerto finale del maestro Sartori con il suo gruppo e il tenore Luca Favaron, “Canzoni, Ambasciatrici d’Italia”, si è svolto alla presenza di oltre 600 persone. Il professor Balboni ha illustrato le arie e le canzoni eseguite al pubblico sudanese e internazionale. 

Secondo l’ambasciatore Lobasso, “Il successo di queste settimane è soprattutto il frutto di un’attenta e previa osservazione, da parte di questa Ambasciata, di come i sudanesi ci guardano e ci percepiscono, elemento da cui abbiamo fatto derivare una consapevole modulazione della proposta culturale italiana nel Paese”. [AISE]

L'ambasciatore ha spiegato a OnuItalia il perché di questo successo. “I sudanesi amano la nostra cortesia, la nostra gentilezza." Ha detto Lobascio, "Nella cultura sudanese l’accoglienza è una virtù e di noi italiani apprezzano l’approccio genuinamente amichevole. Vedono inoltre nell’Italia una garanzia di qualità e creatività, caratteristiche che trovano la porta aperta in Sudan. L’Italia in Sudan ha un’immagine positiva fatta di dialogo, eleganza e bellezza che affascinano”.

L'#italsimpatia, in sintesi, si conferma una chiave per il dialogo: Cerchiamo di entrare in empatia con i sudanesi. Ci allineiamo al loro modo di vedere la realtà straniera e l’Italia, all’obiettivo di creare ponti relazionali e punti di sintesi culturale attraverso i quali condividere i nostri mondi, le nostre diversità e arricchirci della presenza dell’altro" [Onuitalia.it]



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