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Si aprirà giovedì 26 novembre, al “Mediamuseum” di Pescara, il 42° Convegno nazionale di Studi dannunziani, promosso dalla “Fondazione Edoardo Tiboni per la cultura” e dal centro nazionale di studi dannunziani sul tema "D'Annunzio e la lingua italiana d'oggi". Il Vate, che per quanto riguarda l’uso della lingua italiana aveva eletto Dante Alighieri come suo grande modello, si vantava spesso di aver usato, nel corso della sua ricchissima produzione poetica e letteraria, circa quarantamila parole, confrontandosi direttamente con il sommo poeta, che nelle sue opere ne aveva usato “solo” dodicimila. Personalità complessa e multiforme, D’Annunzio ha rappresentato certamente un punto di riferimento e di confronto obbligato per tutti i letterati che storicamente lo hanno seguito, ed è innegabile il suo impulso al rinnovamento del lessico italiano, grazie all’abbondanza di neologismi e il recupero di vocaboli desueti, “ripescati” direttamente dalla tradizione letteraria e dai dizionari.
"Pur se molti sono stati i contributi dedicati negli ultimi decenni a questi argomenti, anche con approfonditi studi su singoli autori e con la compilazione di dizionari, è utile, in un momento così complesso come il nostro, anche nell’uso della lingua attraverso le nuove tecnologie, un ulteriore approfondimento che tenga conto dell’eredità linguistica dannunziana, non solo riferita alla letteratura, che pure occupa un posto preminente, ma anche alla lingua quotidianamente usata", si legge tra le motivazioni alla base dell’importante convegno, che si aprirà con la relazione introduttiva del professor Giorgio Patrizi, il quale metterà in relazione la lingua di d’Annunzio e di Gadda con l’italiano contemporaneo, e con la rappresentazione dell’atto unico “Musami, o Vate, alle colonne del Vizio”, messa in scena di un’immaginaria seduta spiritica, all’interno della quale verranno rievocate le leggende tramandate sulla straordinaria vita dell’uomo e del poeta.
La seconda giornata del Convegno si svolgerà, invece, nell'aula magna del liceo classico "Gabriele d'Annunzio", e vedrà la partecipazione di Gianni Oliva ("Appunti preliminari su d'Annunzio e la lingua: problemi di metodo"), Lorenzo Braccesi ("Il cerretano. Tra lingua e stile, dal mito di Ulisse alla signorina Felicita"), Maria Rosa Giacon ("Pleasure: 'Il Piacere' inglese e l'apporto della lezione linguistica dannunziana"), Walter Tortoreto ("D'Annunzio e l'acqua") e Marco Presutti ("So i canti di tutti gli uccelli. Gabriele d'Annunzio alla scuola di Alcmane"). La terza ed ultima giornata, in programma sabato 28 novembre nell'aula Magna del liceo scientifico "Galileo Galilei", si aprirà con l’intervento del professor Angelo Piero Cappello sul tema “La questione della lingua e l’italiano contemporaneo”, e vedrà, a seguire, gli apporti di Andrea Lombardinilo, Emiliano Picchiorri e Raffaele Giannantionio, che si occuperanno del contributo di D’Annunzio ai linguaggi settoriali dell’italiano.