Compare, nello Zingarelli 2016, una parola cara al Commissario Montalbano: 'babbiare'. E la voce 'dialetto' dello stesso vocabolario è approfondita da una scheda lessicografica firmata da Andrea Camilleri. Il dialetto è la lingua delle emozioni, ma anche dei ricordi familiari ed esprime l'identità culturale delle comunità locali. La #Nutella applica etichette con voci dialettali sopra i suoi deliziosi barattoli. Non ci siamo del tutto dimenticati la lingua dei nostri nonni, sembrerebbe di poter dire. E, anche se non la parliamo tutti i giorni, molti di noi integrano forme o inflessioni dialettali nell'italiano parlato

Nel 2012 utilizzavano il dialetto in famiglia solo il 9% degli italiani tra 18 e 74 anni, meno di quattro milioni di persone. L'1,8%, anche con gli amici (ISTAT). Progressivamente, a partire dal secondo dopoguerra, l'uso dell'italiano ha continuato a erodere l'area dei vari dialetti.

Sopravvive nel mondo giovanile, e della musica leggera, come "strumento di auto-riconoscimento e di trasgressione nei confronti della norma linguistica" e "va ricordato l'incremento recente di una poesia dialettale di alto livello artistico, spesso promossa da centri minori, privi di tradizione letteraria in tal senso" (Serianni).

Nel 2013 Tullio De Mauro e Andrea Camilleri hanno disegnato il profilo del dialetto, la 'lingua degli affetti', e "di una cosa esprime il sentimento, mentre la lingua di quella stessa cosa esprime il concetto" (La lingua batte dove il dente vuole, Laterza, 2013). E se, giò Benedetto Croce negli anni Cinquanta riconosceva la forza espressiva del dialetto come fonte di ispirazione per la letteratura anche in lingua italiana, nel 1951 è il Pasolini di Dialetto e poesia popolare a dire che "il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà” (qui in un video della Rai). 

L'attenzione al dialetto e il mistilinguismo in letteratura si sono diffusi così tanto che a fine ottobre 2015 Andrea Camilleri ha contribuito creando la voce 'dialetto' per lo Zingarelli 2016. Conterrà anche la voce "babbiare" (scherzare), una di quelle che usa il Commissario Montalbano. Quella di Camilleri è una delle 100 definizioni d'autore che "personalità del mondo della cultura, del costume, dell'attualità e dello sport", inserite nelle schede lessicografiche abbinate alle voci di riferimento. 

"Nella mia famiglia - è la definizione scritta da Camilleri - si parlava sia il dialetto sia l'italiano. Quando mi esibivo con dei raccontini a voce capivo di essere più efficace se usavo una lingua mista. Cominciai a chiedermi perché l'italiano non mi bastava e studiai come Pirandello faceva parlare i suoi personaggi. Più tardi mi colpì la sua affermazione la lingua esprime il concetto, il dialetto il sentimento di una cosa: è diventata la base del mio scrivere". (ANSA)

 

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