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Il 23 ottobre a Parigi il CRIX (Centre de Recherches Italiennes) dell'università Paris Ouest Nanterre La Défense, con il sostegno del dipartimento di "Lettres, Langues et Spectacle - Langues et Cultures Étrangères", promuove una giornata di studi su "Fantastique féminin et nouvelles perspectives de recherche sur le fantastique italien". Il titolo è bilingue e in italiano suona "Fantastico femminile e nuove prospettive di ricerca sul fantastico italiano".

Secondo il celebre e omonimo saggio di Cvetan Todorov (1970) "il fantastico è una barriera tra lo strano ed il meraviglioso". Un passaggio, dunque, attraverso il quale transita un momento di stupore provato dal personaggio di un racconto dinanzi a un avvenimento che contravviene alle regole della normalità.

Gli studi sul fantastico italiano hanno circa un secolo, ma il tema è nato molto prima: si risale almeno al "Pentamerone" di Giambattista Basile, all'anno 1634. Si tratta di una raccolta di 50 fiabe sullo schema del "Decameron". Il primo nome dell'opera è "Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille", che si distingue dal capolavoro boccaccesco per i temi e il linguaggio.

Una dimensione fantastica che Guido Davico Bonino fa risalire ancora più indietro, al 1480, con Giovan Francesco Straparola (1480-1557 circa) e “Le piacevoli notti”.

Comunemente si riconoscono nel filone fantastico (o nel "realismo magico") autori come Contini e Calvino, il surrealista Savinio (il fratello di Giorgio de Chirico), il sorprendente Moravia del racconto "Il coccodrillo" o Tommaso Landolfi con il suo "Cancroregina", a metà tra la fantascienza e il fantastico in senso stretto. E altri, tanti, ma quasi tutti uomini.

Nel ricco Novecento letterario italiano ci sono state anche le donne. Spiccano tuttavia per la loro rarità gli studi sul fantastico femminile italiano. Esiste studio e ricerca sulla letteratura al femminile, e sulle sue peculiarità stilistiche e tematiche, ma gli studiosi che hanno "provato ad allargare il canone del fantastico italiano sondando ad esempio i territori del fantastico femminile e del fantastico popolare" non hanno ancora determinato con precisione il terreno di un fantastico femminile per quanto riguarda la nostra letteratura. Secondo la presentazione del la giornata di studio del 23, la spiegazione si può trova nel fatto che "quando, come nel caso della ricezione del fantastico femminile, si è provato a infrangere l’uniformità di quella definizione, si è finito spesso con il perdere di vista i presupposti del genre per seguire a tutti i costi la strada del Gender".

La giornata di venerdì si pone dunque l'obiettivo di "esplorare le caratteristiche specifiche del fantastico femminile", partendo dall'interrogativo se abbia fissato i caratteri di un genere e dei presupposti teorici diversi da quelli del 'fantastico intelligente' al quale si ascrivono Pirandello, Bontempelli o Buzzati.

Il programma della giornata, aperta da Silvia Contarini, prevede tra l'altro alcune relazioni sul fantastico e il realismo magico in Anna Maria Ortese, esempi di 'Ghost stories' e note sul fantastico femminile otto-novecentesco.

Per scaricare il programma completo in pdf: http://crix.u-paris10.fr/medias/fichier/programme-je-fantastique-diffusion_1443273744142-pdf?INLINE=FALSE

Crediti: per l'immagine di A. M. Ortese, www.teleaesse.it. L'immagine qui sopra è un fotogramma del celebre corto di animazione "Destino", progetto di Disney e Salvador Dalì.

VN