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Per il centenario dalla nascita di Maria Corti, una delle più importanti figure critiche del Novecento e iniziatrice dell'omonimo e celebre fondo pavese di autografi, l'Accademia della Crusca organizza una mostra, in collaborazione con Comune e Università di Pavia, Fondazione Maria Corti, Sapere Pavia e Pavia Arte.

Aperta tra 8 e 31 ottobre 2015, si intitola "Maria Corti. Le voci della scrittura" la sua inaugurazione è prevista oggi alle 17, nello Spazio per le arti contemporanee del Broletto, in Piazza della Vittoria.

Chi fu Maria Corti? Critica letteraria, intellettuale impegnata, insegnante e scrittrice, una figura poliedrica la cui morte fu commemorata dal grande Cesare Segre. Era nata nel 1915 a Milano, ed è stata una delle principali studiose e critiche della letteratura italiana.

Un'infanzia travagliata, lungamente trascorsa in collegio, e dopo anni di fatiche e studio diventò insegnante. Gli anni di studio, trascorsi viaggiando su un treno pendolari, li raccontò nel romanzo "Il trenino della pazienza", successivamente rimaneggiato e pubblicato nel 1991 con il titolo "Cantare nel buio".

Ottenne la cattedra di Storia della lingua italiana a Pavia, dove sarebbe nata l'omonima «scuola di Pavia» e dove risiede il suo monumentale fondo archivistico.

"Metodi e fantasmi", del 1969, la sua prima raccolta di saggi, allude al titolo di un lavoro quasi contemporaneo di Italo Calvino: "Cibernetica e fantasmi (Appunti sulla narrativa come processo combinatorio)", conferenza del 1967, appartiene a quella fase di critica strutturalistica che vide emergere molti talenti tra gli autori e studiosi del nostro paese.

Non stupisce, o perlomeno non stupisce troppo in un curriculum così ampio, la compresenza di studi sul Medio Evo e dedicati ai contemporanei. Accanto alle edizioni critiche di Fenoglio (e agli studi su Bilenchi e Calvino) Maria Corti si dedicò anche allo studio di Dante.

"Dante a un nuovo crocevia", del 1981, e "Percorsi dell’invenzione" (1993) ma anche "La felicità mentale" (1983) sono tutti esempi di lucida analisi del pensiero e dell'aristotelismo di Dante e Cavalcanti. 

Accademica dei Lincei e della Crusca, critico letterario, Maria Corti ha ricevuto numerosi premi tra cui il Campiello alla carriera. Giocosa inventrice di formule linguistiche, redattrice per riviste letterarie, il suo "Fondo manoscritti di autori moderni e contemporanei" lasciato in eredità all’ Università di Pavia, è nato da donazioni e lasciti di scrittori, poi integrato da testi più antichi, ed è una delle principali raccolte di autografi disponibili in Italia, indispensabile fonte di documentazione per gli studiosi degli ultimi due secoli letterari.

Maria Corti ne raccontò la storia nel libro "Ombre dal Fondo" (Einaudi, 1997), dove si ripercorre la sua difficoltosa ricerca di sostegno finanziario, il mettersi sulle tracce degli autografi famosi, le vicende che hanno visto crescere il prezioso patrimonio ancora a nostra disposizione: "da Luzi a Morselli, da Alfonso Gatto ad Arbasino, da Calvino alla Banti, da Montanelli a Carlo Levi, da Saba a Amelia Rosselli, da Manganelli a Meneghello, da Pizzuto a Volponi, da Parise a Malerba." (dall'articolo commemorativo di Cesare Segre, pubblicato sul Corriere della Sera a pagina 29 il 24 febbraio 2002).


V. N.