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Civita di Bagnoregio è una località che ha un rapporto speciale con il cinema: da Fellini a Steno sono stati molti i registi che l’hanno scelta come set, certi dell’unicità del luogo e del paesaggio.
Proprio dal cinema prenderà le mosse la rassegna “La parola che non muore” che, con la collaborazione della Società Dante Alighieri e altri enti, animerà le vie dell’antico borgo viterbese dal 2 al 4 ottobre: saranno ospiti dell’evento, diretto da Massimo Arcangeli e Giancarlo Liviano D’Arcangelo, i due sceneggiatori, Francesca Serafini e Giordano Meacci, che insieme a Claudio Caligari – il regista scomparso a maggio – hanno firmato Non essere cattivo, il film che rappresenterà l’Italia agli Oscar del prossimo anno.
È un legame particolare quello che tiene insieme la cittadina viterbese e la poesia, tema portante della rassegna: entrambe, a dispetto delle voci che da anni le vorrebbero moribonde, conservano la vitalità e la bellezza delle cose rare e delicate, che necessitano di attenzione e protezione. “La città che muore”, come è stata etichettata Civita di Bagnoregio a causa dello spopolamento e dell’erosione del massiccio di tufo su cui sorge, diventerà così un avamposto per la conservazione della memoria poetica, ospitando entro fine anno una Casa del libro.
Il programma della rassegna prevede l’intervento di poeti e scrittori di esperienza – Franco Loi, Davide Rondoni, Antonio Pascale, solo per citarne alcuni – che accompagneranno altrettanti esordienti attraverso letture e dibattiti, di attori (Sandra Ceccarelli), e registi quali Rosario Montesanti, in edicola in queste settimane con una serie di approfondimenti sulla storia della poesia italiana, e Lamberto Lambertini, che si appresta a concludere la sua trilogia sulla Divina Commedia con il film dedicato al Paradiso “Senza principio e senza fine” (qui la versione completa: www.laparolachenonmuore.com).

a.c.

(crediti immagine)