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Tra le idee e le invenzioni italiane più diffuse troviamo anche i coriandoli. Da secoli, in occasione del Carnevale, ma anche per Capodanno o più recentemente anche per le feste di laurea, è invalso l'uso di lanciare piccoli oggetti a scopo celebrativo o propiziatorio.

Un tempo si lanciavano piccoli dolci glassati. Gli attuali confetti, che si producono con pasta di mandorle e zucchero, prima si preparavano con semi di coriandolo ricoperti di glassa. I confetti si lanciavano proprio come oggi facciamo con i coriandoli di carta: ecco perché in molte lingue tra cui anche l'inglese i coriandoli si chiamano 'confetti'. Con gli anni sarebbero stati progressivamente sostituiti da palline di carta colorata o piccoli gessetti.

Il lancio di coriandoli è oggi comune, e li troviamo abbinati ai confetti (quasi sempre preparati con pasta di mandorla e glassa) anche in occasione di matrimoni, battesimi e celebrazioni private. 

Nel 1875 l'ingegnere Enrico Mangili di Crescenzago, in provincia di Milano, che produceva tessuti stampati per la sericoltura, ebbe l'intuizione di sostituire il lancio di palline e gessetti con i dischetti di carta ormai inservibili avanzati dalla lavorazione delle lettiere per i bachi da seta. Il lancio dei coriandoli di carta fu un successo immediato. 

La stessa idea e la conseguente invenzione sarebbero state rivendicate anche dall'ingegner Ettore Fenderl, che sostenne di aver avuto l'idea di ritagliare triangolini di carta colorata per il Carnevale 1876, quando non si poteva permettere di comperare i dolcetti per lanciarli durante la festa.

Il legame tra il lancio dei coriandoli, i deliziosi dolcetti e il volo della farfalla ci è sembrato il migliore dei simboli per rappresentare la fantasia degli italiani.

 

Fonti: fondazionefenderl.it e lagobba.it 


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