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Ogni settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani. Buona lettura!
 
L'ARSE ARGILLE CONSOLERAI
Carlo Levi, dal confino alla Liberazione di Firenze attraverso testimonianze, foto e documenti inediti
di Nicola Coccia
Edizioni ETS
288 pagine, 15 euro
 
Libro vincitore del "Premio nazionale Carlo Levi" 2016
 
Sei anni di ricerche per scavare nella vita di Carlo Levi e in uno dei libri più importanti del nostro dopoguerra: Cristo si è fermato a Eboli. Un viaggio dal confino, dove il fascismo lo spedì, fino alla Liberazione di Firenze. Un cammino ricostruito attraverso documenti, inediti, che ci hanno permesso di entrare nelle vite di decine di persone che ci hanno “raccontato” storie drammatiche e straordinarie, come quella del partigiano milionario, delle carognate dei fascisti in un convento di clausura, delle stragi di bambini e civili, dell’uccisione della donna più bella del mondo, di Manlio Cancogni portiere in un torneo di pallone nella villa di Mussolini, del furto della valigia di Carlo Cassola, dell’olio e della farina portati a Giorgio Bassani in fuga da Ferrara, dell’erede al trono finito a vendere motorini, del matrimonio della figlia di Amedeo Modigliani con l’uomo che si era gettato in acqua col cappotto per sfuggire all’arresto. 
Il libro parla soprattutto della vita di Carlo Levi, medico, pittore, componente del Comitato Toscano di Liberazione, della donna che lo ha protetto, del bambino di cui è stato padre putativo, della figlia segreta, della stesura del Cristo si è fermato a Eboli, avvenuta, sotto l’occupazione tedesca, in un appartamento di Firenze. Ci sono testimonianze e foto mai pubblicate prima e anche un quadro molto significativo di quel periodo, rimasto chiuso in una stanza. E poi c’è la foto e la storia della persona che ha suggerito a Levi il titolo del suo capolavoro.
 
Nicola Coccia ha cominciato a collaborare all’«Avanti» nel 1966. Ha lavorato nella redazione fiorentina del «Lavoro» di Genova, diretto da Sandro Pertini. Assunto alla «Nazione» nell’estate 1978, si è occupato dei principali fatti di cronaca che hanno segnato la storia di Firenze negli ultimi 30 anni.
 
 
Angeli del fango
La "meglio gioventù" nella Firenze dell'alluvione a 50 anni di distanza
di Erasmo D'Angelis
Giunti
23,80 euro, 224 pagine
 
A cinquant'anni dalla terribile alba che nel novembre 1966 vide i fiorentini svegliarsi in una città invasa dall'acqua e dalla melma, il volume Angeli del fango di Erasmo De Angelis ricorda gli eroi senza medaglie di un esercito armato di secchi e badili che dai quattro angoli del mondo fece la sua comparsa a Firenze nei giorni che seguirono l'alluvione del 1966.
Spinti da una generosità sconsiderata e da un profondo amore per la bellezza, per la cultura e per l’arte, gli "angeli" lavorarono per settimane, in condizioni a volte durissime, nelle botteghe, nelle chiese, nei musei, nei sotterranei della Biblioteca Nazionale o dell’Archivio di Stato, contribuendo a mettere in salvo un patrimonio inestimabile e animando un'esperienza umanitaria mai dimenticata.
Giunsero alla spicciolata in una Firenze disperata e isolata, e quella fu la prima generazione di volontari nel fango delle alluvioni. Si lanciarono nell'avventura senza pensare ad altro, sapendo che l'onorificenza massima sarebbe stata solo un grazie di cuore.
Il volume è corredato da un apparato fotografico unico e in parte inedito, raccolto grazie alla preziosa collaborazione dell'Archivio Locchi di Firenze, e costituisce una testimonianza indelebile della buona volontà di quanti allora scelsero di "sporcarsi le mani con il sorriso sulle labbra".
 
Erasmo D'Angelis. Giornalista, esperto e divulgatore di tematiche ambientali, si occupa di sicurezza del territorio dai grandi rischi. Con la Protezione civile, con le istituzioni, gli enti e le associazioni di volontariato e ambientaliste, creando una vasta rete organizzativa, ha ideato e coordinato i tre raduni internazionali (1996, 2006, 2016) degli Angeli del fango che giunsero a Firenze nel 1966. È autore del docufilm L’alluvione mai vista (Fondazione Sistema Toscana, 2011), la più completa ricostruzione dell’alluvione di Firenze. Da presidente di Publiacqua ha realizzato le opere che hanno disinquinato l’Arno da scarichi fognari. Nel 2014 ha creato #italiasicura, la struttura di missione del Governo contro il dissesto idrogeologico.
 
 
Stanze di famiglia
di Furio Bordon
Garzanti
180 pagine, € 18
 
Vicende familiari, certo, ma che ruotano soprattutto intorno al nodo emozionale di vecchiaia e infanzia, le due età della debolezza, gli anni in cui l'individuo è più vulnerabile, più esposto a prevaricazioni, violenze, umiliazioni, in cui la fortuna di essere nati diventa troppo spesso fatica di vivere e amarezza.
Ed è combattendo l'amarezza con l'ironia dell'intelligenza che un vecchio professore di lettere, in attesa che il figlio torni dall'ufficio per accompagnarlo in una casa di riposo, conversa con la moglie morta. È un dialogo al tempo stesso amoroso e conflittuale. Come commossa e crudele sarà l'ultima discussione con il figlio. Ritroveremo il vecchio anni dopo, rintanato come ogni pomeriggio nella soffitta della «Villa», intento a sfogliare un vecchio album di fotografie e a esercitare la sua ironia confidandosi con una piantina di basilico e una sedia vuota.
A confrontarsi invece con il padre morto è Anna, una psicoterapeuta infantile, nella notte in cui viene a sapere della fuga da casa di un suo assistito, un ragazzo violato da un'infanzia di indifferenza e disamore. Comparirà anche lui, in questa notte, e costringerà Anna a un impietoso, feroce bilancio del proprio vissuto, dominato da quel padre attore famoso e geniale, del cui fascino lei è sempre stata adoratrice e vittima.
Nella terza e ultima stanza, un figlio stanco ed esasperato è alle prese con la grottesca demenza della vecchia madre. Ma sarà quella stessa madre, giovane e presente nel ricordo – come giovane e presente è anche il padre scomparso da anni – a suggerirgli in un momento di lucida dolcezza: «Capirai alla fine che con quella povera testa delirante e confusa se n'è andato un mondo…».
Nella struttura di questo libro dunque diventano personaggi, agiscono e parlano tra loro i vivi, i morti e i ricordi. Ma anche i rimorsi e i desideri.
A che mondo appartiene questo convegno fantasmatico in tre stanze? Semplicemente al mondo della letteratura, luogo sospeso tra cielo e terra, nel quale, come ci insegna Amleto, «esistono più cose di quante la tua filosofia conosca».
 
Furio Bordon è nato e vive a Trieste. A 26 anni ha lasciato la professione di avvocato per dedicarsi al lavoro teatrale. Regista e scrittore, ha diretto il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, il Teatro Romano di Trieste, il Mittelfest Prosa di Cividale.
La sua narrativa comprende: A gentile richiesta (Mondadori 1974, Finalista Premio Viareggio; Sellerio 2009), Il canto dell'orco (Longanesi 1985, Finalista Premio Dessì; Sellerio 2007), La città scura (Marsilio 1994).
Il suo teatro è stato allestito e tradotto all'estero in venti lingue e in trenta paesi (Prix du Théâtre 1998 a Bruxelles; in Italia, Premio IDI 1994 e Premio Internazionale Flaiano 2010).