fbpx
Ogni settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani. Buona lettura!
 
Carlo Azeglio Ciampi. L'uomo e il presidente
di Paolo Peluffo
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
12 euro, 527 pagine
 
"Ciampi è il presidente della Repubblica che ha trascorso gli ultimi sei mesi del suo mandato presidenziale a costruire, volutamente e pervicacemente, il rifiuto categorico a ogni possibilità di sua rielezione". Comincia così il racconto che Paolo Peluffo, portavoce del capo di Stato dal 1999 al 2006, tratteggia di Carlo Azeglio Ciampi, colui che meglio di chiunque altro è riuscito, nell'ultimo quarto di secolo, a incarnare la figura del servitore dello Stato e la dignità delle Istituzioni repubblicane. Dalla lunga carrellata di eventi e retroscena, spesso inediti, riportati da Peluffo con dovizia di particolari, e attraverso la rilettura dei discorsi pubblici e dei viaggi della Memoria, in Italia e all'estero, emergono riflessioni sul pensiero politico di Ciampi, sempre attento all'evolversi della scena internazionale. Affiorano, così, le due anime dell'ex presidente della Repubblica: convinto europeista, che ha speso la sua vita per creare negli italiani una chiara e fiduciosa identità nazionale ed europea, ma anche fedele all'ideale risorgimentale di Patria e Istituzioni. In questo saggio, insieme biografia e conversazione sui grandi temi della storia e della politica, ma anche spaccato dell'Italia degli ultimi venti anni, Peluffo ci restituisce il profilo di un "semplice cittadino", diviso tra vita pubblica e privata, ma sempre fedele alla propria coscienza.
 
Paolo Peluffo, giornalista e scrittore, è consigliere della Corte dei Conti e Vicepresidente della Società Dante Alighieri. È stato consulente del presidente del Consiglio dei Ministri per il 150º Anniversario dell’Unità d’Italia e sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Monti.
Nel maggio del 1999 ottenne l'incarico di Consigliere per la Stampa e l'Informazione del Presidente della Repubblica, che ha mantenuto fino alla fine del settennato Ciampi. In tale veste si è dedicato, anche in termini di ricerca, al rilancio dell'identità nazionale, delle ritualità civili della Repubblica, della conservazione della memoria storica.
 
 
Una medium, due Bovary e il mistero di Bocca di Lupo
di Gaetano Cappelli
Marsilio
euro 16, 144 pp.
 
Nulla sembra muoversi nell’assolata Minervino, patria della medium Eusapia Palladino, famosa invece una volta per l’arte di far muovere oggetti e persone nel tempo e nello spazio. Ed è proprio questo che inizia ad accadere all’indomani dell’arrivo in paese del romanziere Guido Galliano. Lo scrittore viene ingaggiato dal barone e agronomo Ferdinando Canosa perché aiuti la volitiva moglie Finizia a finire il romanzo cui invano lavora da mesi, proprio sulla vita della Palladino. La cosa dovrà però accadere nel più assoluto segreto. Soprattutto, senza che nulla ne sappia Maddalena Videtti. È infatti per contendere il primato a costei – sua rivale da quando le soffiò lo sposo sull’altare e ora, grazie alle sue pubblicazioni a diffusione locale, figura di spicco in quel vero covo di vipere che è il Circolo culturale La Scesciola – che la doviziosa bovary murgiana coltiva il sogno di diventare scrittrice senza averne il benché minimo talento. Così, quando Galliano e Finizia cominciano a lavorare nella tenuta vinicola di Bocca di Lupo, lo scrittore si accorge che del libro esistono solo poche confuse pagine. Ma, appena prima di gettare la spugna, torna sui propri passi un po’ per l’aumento del compenso propostogli dal barone, un po’ per l’estro che, tra strani schiocchi e ancor più misteriosi fruscii, ritrova magicamente dopo anni. E questi non sono che i primi attori in scena. A loro, tra trapassati e viventi, molti altri se ne aggiungeranno; come l’inesausto “trionfator di talami” D’Annunzio, il suo amico “rumorista” Cantalamessa e la moglie dissoluta di lui, Yvonne Dea Ishtar, diva del café chantant; l’émigré russa madame Polozoff, patita di spiritismo, e un’inedita e trasgressiva Agatha Christie; eppoi il crooner pugliese Dennis Galatone, lanciato in America da Linda Christian per far dispetto al genero Al Bano, e affossato dalla fatale Rosanna Fratello; nonché il boss Cozzajanga e il figlio Felice Sciopenauer, che brigano per avere una serie come Gomorra a loro dedicata. Tutti insieme daranno vita a una gaia e irresistibile commedia mozartiana che trova nei vasti orizzonti di una sconosciuta Puglia rurale un ulteriore e seducente motivo di fascino.
 
Gaetano Cappelli ha pubblicato una quindicina di romanzi, tra cui Parenti lontani e La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo che gli sono valsi, rispettivamente, il Premio Internazionale John Fante e il Premio Hemingway. Grazie a Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo è divenuto Chevalier de la Confrérie du Tastevin di Borgogna, onore riservato a pochi eletti beoni, tra cui Norman Rockwell e Winston Churchill. Con l’ultimo Scambi, equivoci eppiù torbidi inganni ha vinto il Premio Porta d’Oriente e il Targone del Circolo Dorrick. Scrive sul «Corriere della Sera», «Il Messaggero», «Panorama», «Class», Facebook e Twitter.
 
 
La profezia di Cittastella
di Guido Conti
Mondadori
324 pagine, € 20
 
Novembre 1510. Piove da giorni e il Po è in procinto di allagare le terre che circondano la casupola di frate Berardo, isolandolo completamente, quando alla sua porta si presenta un cavallo sfiancato, che porta con sé un neonato. Berardo, che vive solo e conosce le virtù delle piante curative, lo accoglie e gli insegna tutto ciò che sa: gli effetti prodigiosi della medicina naturale, i segreti della caccia e della pesca e i trucchi della navigazione sul Po. Ma soprattutto gli insegna ad avere rispetto per il Grande Fiume, ad amare ogni essere vivente, a vivere in armonia con ciò che lo circonda. Nella vicina Cittastella, intanto, regna il duca Filippo, sovrano sanguinario che trascorre le proprie giornate tra astrologhi, giullari e buffoni, mentre i sudditi reclamano pane e giustizia e i nobili locali tramano per spodestarlo. Quindici anni dopo, il bambino che conosce tutti i recessi del bosco ma non ha mai sperimentato la frenesia e i pericoli della città è diventato un ragazzo vivace e sicuro di sé, legato a Berardo da un affetto profondo. Sarà l'amore per la bellissima Eleonora che porterà Ruggero a Cittastella, su cui incombe una profezia che sta per avverarsi. Sullo sfondo di picaresche avventure, s'intrecciano le storie di personaggi indimenticabili, tra cui il nano Rodomonte e Gonella, ambiguo e cinico buffone di corte, mentre infuriano gli scontri sanguinosi tra signorotti locali, i lanzichenecchi al servizio dell'imperatore Carlo V portano morte e distruzione, e il papa mira a espandere i propri territori. A partire da un'accuratissima documentazione storica e sulle ali di una scrittura duttile e immaginifica, Guido Conti mette in scena un romanzo che è insieme la ricostruzione di un periodo storico affascinante, un'avventura ricca di colpi di scena e il resoconto appassionante della lotta di un coraggioso ragazzo contro l'ingiustizia.
 
Guido Conti è nato a Parma nel 1965. Ha pubblicato Il coccodrillo sull'altare (Guanda), che nel 1998 ha vinto il premio Chiara, I cieli di vetro (Guanda, 1999, premio Selezione Campiello), Il tramonto sulla pianura (Guanda, 2005), Le mille bocche della nostra sete (Mondadori, 2010 ' tradotto in Olanda e Spagna) e Il grande fiume Po (Mondadori, 2012), la cui versione e-book ha vinto il premio Apple come miglior libro elettronico italiano. Sempre con Mondadori ha pubblicato Arrigo Sacchi, Calcio totale, La mia vita raccontata a Guido Conti (2015). Per il "Corriere della Sera" ha ideato e curato la collana "La scuola del racconto" in dodici volumi (2014), che ha riscosso un notevole successo di pubblico. Da sempre appassionato studioso dell'opera zavattiniana, Guido Conti ha curato la raccolta degli scritti giovanili di Cesare Zavattini, Dite la vostra (Guanda, 2002), e ha scritto Giovannino Guareschi. Biografia di uno scrittore (Rizzoli, 2008, premio Hemingway per la critica).