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Ogni settimana consigliamo una nostra selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani. Buona lettura!
 
Il nostro omaggio ad un grande scrittore recentemente scomparso
Mistero napoletano
Ermanno Rea
Feltrinelli
pagine 400, 10 €
 
 
Con le armi del grande narratore, Ermanno Rea conduce un’indagine in forma di diario sulle ragioni del suicidio di Francesca Spada, giornalista culturale de “l’Unità” e critico musicale. A ospitare la vicenda è una Napoli lacerata dalla guerra fredda. L’inchiesta è resa difficile dalla distanza temporale da eventi avvenuti oltre trent’anni prima, in un momento in cui le coscienze si confrontavano in modo ossessivo con la politica. Una stagione per certi versi drammatica in cui si intersecano le ragioni esistenziali dei protagonisti, il destino di una città come Napoli (il cui porto era controllato di fatto dagli americani), le incertezze di una generazione appena uscita dalla guerra, alle prese per di più con un Partito comunista ancora fortemente ancorato all’identità stalinista. A poco a poco, con un andamento concentrico, si fa luce sulla complessità dei fatti che spinge la giovane giornalista al suo atto estremo. Da storia privata quindi l’indagine si fa storia collettiva di un’intera classe politica, di una generazione, delle sue speranze e dei suoi valori. Il romanzo-inchiesta di Ermanno Rea, premio Viareggio 1996: forse il suo capolavoro.
 
Ermanno Rea (Napoli, 1927 - Roma, 2016), giornalista e scrittore, ha collaborato con numerosi quotidiani e settimanali. Ha pubblicato Il Po si racconta. Uomini donne paesi e città di una Padania sconosciuta (1990), L’ultima lezione. La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato (1992), Fuochi fiammanti a un’hora di notte (1998, premio Campiello 1999). Con Feltrinelli, La fabbrica dell’obbedienza. Il lato oscuro e complice degli italiani (2011), il suo libro di fotografie 1960. Io reporter (2012), La dismissione (2014; già Rizzoli, 2002), Il sorriso di don Giovanni (2014), Mistero napoletano (2014; già Einaudi, 1995, vincitore del premio Viareggio 1996), Il caso Piegari. Attualità di una vecchia sconfitta (2014), Napoli Ferrovia (2015; già Rizzoli 2007) e Nostalgia (2016).
 
 
Il canto della libertà 
Sandra Bonfanti
Chiarelettere
pagine 128, 12€
 
 
Si può insegnare la democrazia? Sandra Bonsanti, che con l'associazione Libertà e Giustizia ha combattuto e combatte tante battaglie in difesa dei valori democratici, ci consegna la favola lieve di un vecchio professore e delle sue lezioni in una piccola libreria di quartiere, la bottega di Piero. Correvano anni difficili, da un lato la guerra e la dura realtà della dittatura, dall'altro l'irresistibile scoperta dei classici, i lirici greci tradotti da Quasimodo, Saffo la decima Musa, la morte di Socrate, le belle parole che un tempo erano anche forti e vigorose perché piene di sostanza: libertà, amore, bellezza, giustizia. Ma quando è accaduto che sono diventate fantasmi? Ci restano solo le ombre di antiche battaglie, di eroi e sfi de memorabili. Allora è fondamentale ritrovare i maestri del passato, riscoprire il momento in cui per la prima volta fu pronunciata la parola libertà: fu come un canto tanta era la bellezza che l'espressione voleva comunicare, “Il canto della libertà”. Una favola senza tempo, un bellissimo gioiello da leggere e da custodire per tener vivo l'esempio, il ricordo, l'emozione della libertà e della democrazia.
 
La scoperta della democrazia nel racconto di una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano, tra i fondatori dell'associazione libertà e giustizia.
 
Sandra Bonsanti è nata a Pisa nel 1937, si è laureata in etruscologia a Firenze e ha vissuto per molti anni a New York, dove sono nate le sue tre figlie. Per quasi quarant’anni è stata la compagna di Giovanni Ferrara, storico e scrittore. Ha cominciato la sua attività professionale nel 1969 a «Il Mondo» con Arrigo Benedetti. Ha poi lavorato a «Epoca », «Panorama», a «Il Giorno» di Gaetano Afeltra e a «La Stampa» di Giorgio Fattori. Nel 1981 è stata assunta da Eugenio Scalfari a «la Repubblica», della quale è stata una delle firme più prestigiose. Nel 1994 è stata eletta alla Camera dei Deputati come indipendente nel gruppo dei Progressisti, ma ha rinunciato a un seggio in Parlamento per poter tornare al giornalismo, che è la grande passione della sua vita. Dall’11 maggio 1996 ha assunto la direzione de «Il Tirreno» e lo ha guidato per sette anni. Dal 2003 è presidente dell’associazione Libertà e Giustizia. Ha pubblicato: Una madre per l’estate (Rizzoli, 1982), con Gianfranco Piazzesi La storia di Roberto Calvi (Longanesi, 1984), con Giovanni Maria Bellu Il crollo. Andreotti, Craxi e il loro regime (Laterza, 1993) e con Maurizio De Luca e Corrado Stajano Dossier Mandalari (Libera Informazione Editrice, 1995).