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Incasellare Tommaso Landolfi (1908-1979) in un filone letterario univoco non è agevole. Roberto Barzanti, nel suo articolo "L'incantesimo di Landolfi" (“Corriere Fiorentino”, 22 ottobre 2015) lo definisce 'Gadda modernista, in veste déco' e Luigi Baldacci dice che fu 'il più grande scrittore in negativo del ’900'. Le più belle pagine scelte da Italo Calvino nel 1982 includono sette sezioni e 53 testi organizzati in un'antologia ragionata su spunti quali «Racconti fantastici», «Racconti ossessivi», «Racconti dell’orrido», «Tra autobiografia e invenzione», «L’amore e il nulla», «Piccoli trattati», «Le parole e lo scrivere». Fu apprezzato anche da Giorgio Bassani e Eugenio Montale, nonostante una vita appartata rispetto al vivace dibattito letterario del secondo dopoguerra.

Si era laureato con una tesi su Anna Achmatova e segui le orme di una "formazione da slavista e il rapporto con le lettere russe, che lo accompagnarono per tutta la vita, dagli anni fiorentini alla maturità, quando l’attività di traduzione, seppur guardata con insofferenza, fu il suo principale mezzo di sostentamento" (N. Galmarini, Teoria e prassi in Landolfi traduttore dal russo).

Già dalle prime prove narrative diede prova di un estro fantastico-grottesco, che si espresse particolarmente nel primoromanzo gotico, Racconto d'autunno. del 1947. Il grande tema della vanità dell'agire umano, trattato con un'ironia che occhieggia al magico, attraversa la sua produzione ed emerge negli spunti autobiografici, per esempio nei racconti sul 'demone del gioco', che lo accompagnò per tutta la vita.

Fu anche un inventore di lingue e parole. Celebri gli esempi del racconto Dialogo dei massimi sistemi (incentrato sul dilemma di una lingua comprensibile solo al parlante) e di opere visionarie come Cancroregina (1949), un racconto tra il fantastico e il fantascientifico, e l'incantevole La pietra lunare (1950).

Inserito nel Canone occidentale di Harold Bloom, Landolfi tradusse i "Racconti di Pietroburgo" (Nikolaj Vasil'evic Gogol'), le "Fiabe" dei fratelli Jacob e Wilhelm Grimm, svariate opere di Aleksandr Puškin, Ivan Turgenev e Fëdor Dostoevskij, ma anche Lev Tolstoj e Anton Čechov, e molti altri.

A Tommaso Landolfi è dedicato l'omonimo Parco Letterario di Pico. Vinse il premio Strega nel 1975, con la raccolta di racconti A caso
 
 
 
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