Giosue (1) Alessandro Giuseppe Carducci
è uno degli autori più conosciuti della letteratura italiana. La Società Dante Alighieri è particolarmente legata a questa figura: non solo partecipò attivamente al Risorgimento, ma fu tra i fondatori della nostra Istituzione. Risale al 1899 il 'Manifesto agli Italiani' scritto da Giuseppe Chiarini ma ispirato dallo stesso Carducci. Il manifesto fu firmato da 159 personalità della vita culturale e politica italiana e si può consultare cliccando qui.

Il compito dato alla 'Dante Alighieri' da allora non è cambiato: "tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all'estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l'amore e il culto per la civiltà italiana". Proprio nel nome di Dante Alighieri si è compiuta l'unità linguistica e, conseguentemente, politica, dell'Italia; quel progetto, come disse il Presidente Ciampi nel discorso pronunciato nel 2004 per la consegna dei diplomi della 'Dante' agli studenti stranieri nel 2004, seppe suscitare "una coscienza e un progetto nazionali."

Carducci, a Bologna nel 1890 per l'inaugurazione del Comitato locale, commentava così il 'Manifesto': "La Dante Alighieri non è né letteraria né politica, ma è qualche cosa di più nobile e di più alto: è una società nazionale che raccoglie tutti i partiti, che si propone non di aggredire alcuno, ma difendere ciò che è il nostro patrimonio più caro e la nostra speranza, la lingua e il sentimento della nazionalità italiana".

La 'Dante' nel 2011 ha pubblicato un volume antologico curato dal prof. Marco Veglia, Professore associato al Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica e dal dott. Edoardo Ripari, assegnista di ricerca dell'Università di Bologna, si volle "fissare al meglio, con una struttura composita (versi, lettere, traduzioni), un’immagine del Carducci da sottrarre alla paludata icona scolastica, lontana dal mondo e dalla storia, di un poeta monumentale, celebrativo, ampolloso e insomma, si può ben dire, insopportabile, quale per decenni ci è stato presentato da una critica asservita all’ideologia e da una scuola ridotta a condizioni di singolare paupertà." Il volume è oggi gratuitamente disponibile in rete e inaugura la nuova collana ebook della 'Dante'.

Riscopriamo in Carducci l'entusiasmo degli 'appunti autobiografici' e segnalato nell'antologia carducciana a pagina 6: "io, sempre più infervorato dalla lettura della rivoluzione francese, non sognavo che repubbliche, e fui ritrosissimo ad applaudire Principi e fui il primo a maledirli”.

Troviamo in lui l'interesse verso l'Europa di chi fu tradotto da "...bulgari, croati, serbi, polacchi, non solo tedeschi, inglesi, francesi e spagnoli", perché era riuscito "ad approdare a quella patria comune, a quelle Madri dell’Europa" e la sua fortuan fu internazionale.

L'osserviamo puntare lo sguardo verso il passato dell'Italia anche "remoto, arcaico, dagli Etruschi all’antica Roma al Medioevo cristiano e cavalleresco e comunale, sino a quello ‘prossimo’ dei fatti di Francia".

Vediamo, infine, "l’inclinazione di Carducci a risalire alle fonti, alle sorgenti della poesia, della vita e della storia," manifestando un interesse verso gli studi danteschi e un'attenzione verso i dantisti che si concretizzò in opere precoci come la raccolta del vivacissimo patriota Gabriele Rossetti (1860), che Carducci pubblicò a poco più di 25 anni, nell'imminenza dell'Unità d'Italia.

Tra i grandi temi della poetica carducciana c'è anche quello, fondamentale, della memoria. La storia, nella sua visione, assumeva la necessità del miglioramento, sui valori della giustizia e della libertà (quanto mai attuali) e attraversano la concezione di una poesia come atto di impegno morale e civile sul presente. Carducci diede seguito a tutto questo anche con la fondazione della nostra istituzione.

Gli è dedicato l'omonimo Parco Letterario, di Castagneto Carducci, attualmente nella rete della Società Dante Alighieri, dove si organizzano eventi nel nome e in uno dei 'luoghi toscani' del poeta. Il Comune, nel quale Carducci aveva trascorso la sua infanzia, nel 1907 aveva modificato il nome originario di Castagneto Marittimo.

La fortuna di Carducci fu a tratti controversa; ma l'Accademia di Svezia, nell'assegnargli il primo Nobel italiano per la letteratura nel 1906, lo fece "Non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all'energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica."
 
L'Unione Astronomica Internazionale gli ha intestato il cratere #Carducci, su Mercurio.

Ecco il documento autografo di Carducci, presente nell'archivio centrale della Società Dante Alighieri.

Fonti: Unione Astronomica Internazionale (in inglese); Centro Rossetti di Vasto; antologia 'Giosue Carducci', a c. di M. Veglia e E. Ripari (2011).

 

vn

 

(1) Resta dibattuta la questione del nome, accentato o meno. Giosue, secondo la lezione più diffusa, Giosuè secondo l'atto di nascita riprodotto da Giuseppe Picciola per un discorso letto a Bologna il 13 maggio 1901. Si trovano comunque svariate riproduzioni di firme autografe di Carducci, in gran parte delle quali l'accento non figura.