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Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue, ha presentato l'8 giugno scorso la nuova 'Strategia per i rapporti culturali internazionali', appena adottata dalla CE. Che la cultura debba essere parte della politica estera comunitaria è un'idea di comune condivisione, perché "può aiutare tutti noi, in Europa, Africa, Medio Oriente e Asia ad essere uniti, a combattere la radicalizzazione e costruire un'alleanza di civiltà contro chi prova a dividerci". Con queste parole Mogherini ha presentato la politica volta a incoraggiare la cooperazione culturale europea ed extra europea nel nome dei diritti fondamentali.

La diplomazia culturale è, insomma, una realtà. L'Italia sostiene da tempo questa posizione, come confermano le parole del Ministro Franceschini: "si afferma il ruolo cruciale della cultura nella promozione della pace e della stabilità, della salvaguardia della diversità e nella crescita economica, sociale e civile del continente".

Nonostante negli scorsi giorni sia stato reso noto che il Comitato intergovernativo Unesco della Convenzione sui siti mondiali non valuterà alcuna nuova candidatura italiana, lasciando il nostro paese 'fermo' a 51 siti Unesco e incalzato dalla Cina (che ne ha già 48 e ne presenterà altri 2 quest'anno), restiamo comunque in prima linea nella "salvaguardia e protezione del patrimonio culturale, nelle diverse aree di crisi, e nel valorizzare lo scambio culturale come motore di sviluppo, il dialogo interculturale e la lotta al traffico illecito di beni culturali". Tutte queste attività da sempre al centro dell'interesse italiano, diventano ora obiettivi strategici europei.

Uno scenario che fino a pochi anni fa appariva inedito si sta aprendo a nuove forme di contributo italiano a una cultura che è sempre più mondiale. Ma non è solo in termini strategico-politici che la cultura offre le sue opportunità. In particolare, infatti, è stato rimarcato il legame tra cultura e sviluppo.

Non solo spettacoli ed eventi, valorizzazione del territorio e turismo culturale, ma anche una nuova forma di gestione del territorio, un legame sempre più stretto con le tecnologie della comunicazione e dell'informazione, senza perdere d'occhio l'importanza delle relazioni umane. Sembra che la cultura sia in grado, in sintesi, di creare sviluppo umano ed economico sostenibile nello stesso tempo. 

Ci crede il Mibact che mette a bando "5,6 milioni di euro per sostenere la progettazione culturale dei Comuni del Sud". In cooperazione con ANCI, la misura intende migliorare le "condizioni di offerta e fruizione del patrimonio culturale" e agevolare le forme di valorizzazione integrata del patrimonio nei comuni delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. I finanziamenti sono rivolti a comuni o aggregazioni di comuni con un bacino di almeno 150.000 abitanti e che intendano realizzare forme di integrazione tra la cultura e le 'altre forme identitarie'.
Qui il bando.

Fonti: beniculturali.it, ilsole24ore.com, ansa.it