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L'inaugurazione del rinnovato Museo archeologico è vissuta a Reggio Calabria come un'occasione di rilancio della città e del territorio, attraverso la valorizzazione del grande patrimonio storico e artistico che questo ha da offirire.

Abbiamo intervistato in proposito il dott. Giuseppe Bova, Presidente del Comitato della Dante di Reggio Calabria e Presidente del CdA dell'Università per stranieri "Dante Alighieri".

Cosa rappresenta per la città di Reggio Calabria la riapertura del rinnovato Museo archeologico?

Il Museo Nazionale della Magna Graecia è un punto di eccellenza della Città. I reperti esposti, che risalgono ad oltre 2000 anni fa, sono i sedimenti di una civiltà su cui Reggio Calabria ha costruito la sua identità e la sua storia.
Il mito delle colonie greche che hanno fondato città come Reghion, Locri Epizephiri, Kaulon, Medma, Ipponion, skilletion, Kroton, Sibarys, luoghi di grande potenza militare e commerciale ma, soprattutto, di notevole influenza culturale, è un punto di orgoglio per tutto il territorio calabrese e non solo.
Si tratta di città dove vissero Zaleuco, Cassiodoro, Ibico reggino, Pitagora, Anassilaos, Aschenez e il Museo Nazionale, tra i più importanti del Paese, espone i segni mitici e straordinari del tempo che si chiamano pinakes, le tavole delle decisioni e delle leggi, i dioscuri, migliaia di reperti provenienti dagli scavi archeologici e oggi i Bronzi di Riace, (ma anche tele di particolare valore come quella di Antonello da Messina).
Per la Città di Reggio si tratta di riappropriarsi di un patrimonio di straordinario valore storico e culturale, di riaprire le porte su un mondo su cui non solo la Calabria, ma il Mezzogiorno ed il Paese hanno amplificato il valore del pensiero e della bellezza.
Tutto ciò non può che ricondurci al recupero del senso estetico che, in uno con l’impareggiabile contesto paesaggistico-ambientale, consenta alla Città di fare un grande passo avanti dal punto di vista del benessere sociale, culturale ed economico.

Sono previste collaborazioni con il Comitato della Dante Alighieri e con l’Università, e quali attività di promozione può il Comitato mettere in campo?

La ristrutturazione e l’abbellimento del Museo Nazionale era una delle opere da inaugurarsi nel 2011 per festeggiare anche al Sud i 150 anni dell’Unità d’Italia. L’inaugurazione del Museo completamente rinnovato è slittata, invece, al 30 aprile 2016, cioè cinque anni dopo. Il Comitato di Reggio Calabria, per questo evento ha programmato di promuovere la visita del nostro Museo a prezzi ridotti per tutti i soci della Dante non solo locali. In tal senso ha avanzato apposita richiesta all’attuale Soprintendente e manager. Ci aspettiamo una risposta positiva. Intanto abbiamo un collegamento ufficiale con il sito del Museo che può effettuarsi attraverso il nostro sito web www.comitatodanterc.eu. Accanto a queste iniziative contiamo di dotarci di schede illustrative del percorso museale. Infine non mancheranno incontri sulla storia dell’arte e dei beni culturali ivi conservati.

Quali dinamiche positive si auspica potrà innescare?

La presenza di un Museo rinnovato e attrezzato modernamente ove sono esposte tra le opere più importanti del mondo come i Bronzi di Riace ed i reperti ellenistici, non può che accrescere l’attrattività del nostro territorio in tutto il mondo. In ragione di questo crediamo di dover valorizzare al massimo la Università per stranieri “Dante Alighieri” fondata dal nostro Comitato, dove oltre 1200 studenti provenienti da circa 100 Paesi del mondo vengo a studiare la lingua e la cultura italiana. Reggio Calabria, da questo punto di vista, ha una ragione in più per essere considerata un luogo privilegiato. Può aggiungere alle opportunità di studio, la visita di luoghi di cultura bizantina, basiliana, magnogreca, un patrimonio di castelli, altra pinacoteca comunale e poi 40 chilometri di costa solo in città, la montagna a 30 minuti, una provincia con luoghi come Scilla e il contesto dello Stretto di Messina che è patrimonio dell’umanità. C’è una vita nella vita.

Si aspetta una ricaduta positiva per i flussi turistici della zona? Cosa pensa potrebbe ulteriormente favorirla?

Non c’è dubbio che la riapertura di una perla come il Museo Nazionale della Magna Graecia costituisce un evento al quale la città si sta preparando con grande fervore. C’è uno sforzo importante per rinnovare esteticamente il centro cittadino. C’è il progetto di puntare alla indicazione di città della cultura. Immaginiamo che questi fatti nuovi, la nascita della Città metropolitana, la presenza di due Università, di programmi finalizzati alla crescita del turismo e dell’accoglienza, possano costituire un buon volano per la crescita turistica. Il Porto di Reggio ha dato buona prova di sé anche con la crocieristica ed anche questo campo dovrebbe consentire grandi passi avanti. Forse andrebbe fatto qualche sforzo in più in materia d’infrastrutture. Penso all’alta velocità ferroviaria fino a Reggio Calabria e oltre, penso al potenziamento dell’aeroporto. Ci auguriamo che ciò rientri tra i piani di sviluppo del Mezzogiorno.
Certo questi eventi costituiscono una boccata d’aria rigenerante. È così che si cresce e si alza il livello di attenzione e si costruisce il futuro.

In occasione dell'inaugurazione abbiamo anche intervistato l'arch. Paolo Desideri, socio della ABDR che ha curato il progetto di ristrutturazione dell'edificio che ospita il Museo.

a.c.