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Il nuovo disegno di legge (DDL) 'cinema e audiovisivo', approvato il 28 gennaio nel Consiglio dei Ministri e collegato alla Legge di Stabilità 2016, istituisce un fondo autonomo di 400 milioni destinato alle produzioni cinematografiche. Le misure del decreto intendono sostenere in particolare le nuove produzioni, i giovani autori, le piccole sale e regolare il comparto dello spettacolo, salvaguardando anche le sale, i teatri e le librerie storiche.

Il Ministro Franceschini lo ha presentato come "un intervento strutturale atteso da diversi decenni". La regolazione 'generale' del sistema-cinema risale a circa 40 anni fa, quando le dinamiche dell'audiovisivo erano profondamente diverse. E nonostante si tratti di uno dei settori cardine delle nostre industrie culturali, il cinema ha mostrato segni di crisi nel 2015, con pochi film prodotti (per quanto il numero delle pellicole complessivo sia aumentato) e incassi complessivi inferiori rispetto all'anno precedente.

Tra le novità più importanti, si estendono le misure dedicate al cinema anche al mondo della telefonia e a quello dei provider internet, che hanno fortemente ridotto il numero degli spettatori nelle sale tradizionali, distribuendo i film anche online o su tablet/smartphone. Nettamente in crescita, questi media privilegiano le produzioni indipendenti e 'di piccolo cabotaggio', i settori che più di tutti si ritengono capaci di rilanciare la nostra cinematografia. 

Il decreto, che aumenta "i finanziamenti del 60%", prevede anche la tutela delle sale storiche, o 'di interesse culturale'. Saranno al contempo sostenuti gli investimenti in nuove sale, con schermi nuovi ed efficienti. In occasione dell'approvazione della norma, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha accolto a Palazzo Chigi quattro registi italiani vincitori di Oscar: Bernardo Bertolucci, Giuseppe Tornatore, Roberto Benigni e Paolo Sorrentino hanno incontrato anche il ministro della Cultura Dario Franceschini. Qui il video di Rainews.

Grande l'attenzione degli operatori, per esempio della rivista 'Cinecritica' che dedica un approfondimento al DDL. 

I finanziamenti partiranno dal 2017 grazie al nuovo Fondo per il Cinema e l'Audiovisivo, che sarà alimentato con una quota tra 11 e 12% del gettito Ires e Iva dei fruitori dei contenuti (si intendono le televisioni, i provider e i gestori telefonici) e che strutturalmente non potrà scendere sotto i 400 milioni. I finanziamenti saranno concessi alle produzioni italiane a partire da criteri oggettivi, oltreché a partire da una base di 'interesse culturale'. I contributi ricevuti dovranno essere investiti in nuove produzioni. Alle promesse del cinema sarà riservato fino al 15% degli stanziamenti del Fondo, con riguardo particolare alle nuove attività e ai giovani attori.

Non è stato ancora spiegato approfonditamente, invece, come funzionerà il nuovo Consiglio superiore per il cinema e l'audiovisivo, pensato per elaborare politiche di settore grazie alla partecipazione di 10 'alte professionalità', cioè esperti e rappresentanti di associazioni di settore.

Il sostegno a festival e rassegne e un lavoro di digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo, crediti fiscali destinati anche agli investitori esteri e incentivi fino al 30% per gli investitori italiani (cinema e audiovisivo) sono altre novità rilevanti per un settore già storicamente molto determinante per l'immagine dell'Italia.

Il DDL dà al governo anche la delega per completare, entro un anno, il Codice dello spettacolo, che sancirà la riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche.

 

Fonti: Governo.it; Ansa.it, Rainews.it, "Cinecritica", Cinecriticaweb.it, Wired.it.

vn