Arte e design, vetro e ceramica. Il saper fare italiano incanta New York grazie alla mostra "Piercing Eyes", visitabile dal 9 al 16 dicembre alla “Stillfried Wien” di Manhattan, una delle più celebri gallerie di design di New York, che porta sulla scena meravigliose opere e oggetti di design realizzati da artisti del Belpaese.
La rassegna porta in esposizione alcune tre le eccellenze artistiche di connotazione artigianale più importanti del nostro Paese. Si parte con gli antichi stampi per la ceramica di Nove, paesino nei pressi di Bassano del Grappa, che nel Settecento riforniva con i propri prodotti la maggior parte delle corti europee. A ridare nuova vita al lavoro artigianale dei laboratori di Nove è stato Paolo Polloniato, ceramista con alle spalle una secolare storia familiare, che ha ripensato la tradizione nel contesto attuale, contaminando gli stampi settecenteschi con suggestioni derivanti dalla contemporaneità, raggiungendo una nuova estetica.
Molto affascinanti e coinvolgenti anche le forme leggere e trasparenti del vetro di Simone Crestani, lontane da una funzionalità vera e propria, tanto da essere orgogliosamente definite dallo stesso mastro vetraio “il design dell’inutile”.
“Il filo conduttore che lega le opere e gli oggetti di design in mostra, sicuramente molto eterogenei, è il loro valore, anzi, il compendio dei valori estetici, culturali e di sostenibilità – ha dichiarato la curatrice dell’esposizione Ilaria Ruggiero – perché racchiudono in sé un’indiscussa e riconoscibile bellezza che li rende qualcosa che va oltre la funzione pratica e oltre il qui ed ora a cui la cultura consumistica dell’usa e getta ci ha abituati”.
E’ sicuramente il caso di Lidia Carlini, che ha fatto rivivere la tradizione dell’impagliata, un servizio in ceramica con stoviglie impilate, regalato alle nuove mamme nel Cinquecento e nel Seicento. Lo scopo era contenere il primo pasto dopo il parto e per questo i piatti erano di diversa forma. Il servizio veniva poi conservato come ricordo della nascita. Nel tempo la tradizione si è persa, ma l’artista Lidia Carlini ha attualizzato questo oggetto componendo vari servizi per diverse tipologie di consumatori (la coppia, i single, i vegani...) abbinando le forme alle necessita d’uso.
Un posto di riguardo merita anche l’opera di Igor Balbi, artista del vetro di caratura internazionale, capace di realizzare una tecnica unica al mondo che consente di soffiare il vetro a lume, senza utilizzare il forno. Questo permette di ottenere colori unici, realizzati facendo interagire diversi tipi di vetro. Igor, proveniente da una famiglia di maestri vetrai di Murano, ha anche chiarito perfettamente il senso dell’esposizione: “A volte ho l’impressione che la troppa bellezza ci abbia assopito, non riusciamo più a stupirci di fronte a un’opera d’arte. Il 75 per cento dei miei clienti è americano, le scuole e i musei più importanti sono negli Usa, mentre a Venezia non c’è una scuola del vetro. Noi cerchiamo di resistere, anche se non si può negare un fatto: quindici anni fa eravamo millenovecento nella sola Murano, oggi solo 63”.