“I cinefili parlano spesso del cinema italiano con grande nostalgia per il passato. Eppure i registi contemporanei che lavorano in Italia stanno girando alcuni dei film più d’impatto, più risonanti e più premiati di questo nuovo secolo. Al cuore di questi progetti c’è un unico studio, Rai Cinema”.

Introduce così la sinossi della rassegna che è stata inaugurata da poco al MoMA, il Museo di Arte Moderna di New York, curata da Antonio Monda, professore di cinema all’Università di New York, e Rajendra Roy, curatore presso il Centro Celeste Bartos per la salvaguardia dei film del MoMA. E bastano poche righe per capire che al centro dell’attenzione, per una volta, non saranno i grandi protagonisti del cinema italiano del secolo scorso con i loro riconosciuti capolavori, bensì i registi contemporanei, dei quali attendiamo le uscite al cinema anno dopo anno.

La selezione che verrà proiettata fino al 18 dicembre prevede dieci titoli, selezionati tra i migliori lavori degli ultimi 15 anni, che entrano così nei cataloghi del museo, che ricordiamo essere uno dei più importanti per prestigio e numero di visitatori annui del mondo, poiché ritenuti “opere d’arte”. I registi sono Matteo Garrone, con ben due titoli, l’ultimo “Il racconto dei racconti” e “Gomorra”, Alice Rohrwacher con “Le meraviglie”, Gianfranco Rosi con “Sacro GRA”, i fratelli Taviani con “Cesare deve morire”, Emanuele Crialese con “Terraferma”, Gianni Amelio con “Le chiavi di casa”, Marco Bellocchio con “Buongiorno, notte”, Ermanno Olmi con “Il mestiere delle armi” e Nanni Moretti con “La stanza del figlio”.

a.c.

[Crediti immagine: Tony Fischer]