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In occasione del centocinquantesimo anniversario di Firenze capitale d’Italia, la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti celebra l’importante ricorrenza con la mostra “Firenze Capitale 1865-2015. I doni e le collezioni del Re”, dedicata proprio al soggiorno del Re nel Palazzo fiorentino che dal 1865 ospitò anche i Savoia. L’esposizione, aperta al pubblico dal 19 novembre al 3 aprile, porta sulla scena un’affascinante rievocazione della vita di Vittorio Emanuele II, delle sue preferenze artistiche e dei suoi interessi, puntando al coinvolgimento del pubblico nelle atmosfere della reggia. Primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II salì al trono nel 1849 e visitò Firenze in molte occasioni. La più celebre fu sicuramente in occasione della Prima Esposizione Nazionale del 1861, nel corso della quale acquistò numerosi dipinti, sculture, oggetti d’artigianato e di arredamento. Due anni dopo, invece, visitando l’Accademia di Firenze, Vittorio Emanuele II commissionò a sei giovani artisti alcuni grandi dipinti a soggetto storico, in seguito utilizzati per arredare le stanze della Reggia. In particolar modo è la Sala del Fiorino a conservare parte di questo patrimonio culturale, lasciato in eredità dal sovrano alla città.

In mostra, quindi, i visitatori avranno la possibilità di trovare dipinti, mobili e manufatti artistici, che testimoniano il passaggio e la permanenza della corte dei Savoia a Palazzo Pitti. Dopo l’elezione di Firenze a Capitale d’Italia, si rese infatti necessario un riallestimento degli spazi, che coinvolse sia la residenza privata del nuovo sovrano, che gli Appartamenti Reali al piano nobile della Galleria Palatina, usati per cerimonie e incontri di rappresentanza. Il nucleo centrale della mostra, però, prende vita nell’appartamento della Duchessa d’Aosta, che per l’occasione riaprirà quasi tutte le sue sale al pubblico. Gli ambienti, che devono il suo nome alla lunga permanenza nei suoi spazi di Anna di Francia, si offrono al visitatore con il loro arredo originario, frutto di un riallestimento basato sull’ultimo inventario degli oggetti d’arte del palazzo del 1911. Oggetti d’uso quotidiano, manufatti e arredi preziosi, oggetti legati alla moda ed al costume dell’epoca, testimoniano il gusto eclettico del Re e delle presenze femminili che accompagnarono la vita del sovrano, da Margherita di Savoia alle figlie Maria Pia e Maria Clotilde. Nella stanza dei camerieri, infine, è stata allestita una sorta di galleria dei ritratti di personalità maschili e femminili che segnarono gli avvenimenti politici e culturali del tempo, parete che si collega alla Sala 16 della Galleria d’arte moderna, pensata come prolungamento della mostra. In conclusione molto interessante è anche la sezione dedicata alle “cineserie” appartenute ai Savoia, come il paravento acquistato all’ Esposizione Nazionale, o quello più antico sul quale venne fatto apporre lo Stemma sabaudo.
La mostra, dunque, intende fornire un’immagine storicamente fedele della vita e dei costumi della corte reale nel breve periodo che vide Firenze capitale d’Italia, poco più di un lustro nel corso del quale, però, il 14 maggio del 1865, venne inaugurato il celebre monumento a Dante Alighieri in Piazza Santa Croce. La solenne cerimonia di consegna alla città, fu preceduta da un corteo al quale presenziarono circa 300 bandiere di province, comuni, scuole, istituzioni culturali e associazioni professionali: una sorta di “plebiscito simbolico” della società nazionale alla memoria e all’opera del Sommo poeta.