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Il decreto Colosseo è legge: musei e luoghi della cultura vengono equiparati a tutti gli effetti ai servizi pubblici essenziali. Il Via libera alla conversione in legge del provvedimento, già approvato alla Camera, è stato dato dall'Assemblea del Senato con 138 sì, 67 no e 14 astenuti. Il cosiddetto decreto legge Colosseo, era stato varato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre scorso, in seguito alla chiusura, a causa di un’assemblea sindacale, di uno dei monumenti più celebri di Roma e dell’Italia intera, notizia che fece scalpore e che portò a una dura reprimenda del ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini.
La nuova legge sancisce che “in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, la tutela, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale sono attività che rientrano tra i livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione". L'apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura, dunque, d’ora in poi verrà considerato servizio pubblico essenziale, come la scuola, la sanità e i trasporti. Con questo provvedimento l'esercizio del diritto di sciopero o di assemblea da parte di chi lavora in musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali pubblici e privati, sarà soggetto, di conseguenza, ad una normativa più stringente.
Grande soddisfazione per il ministro Dario Franceschini, che ha definito la nuova legge "Una conquista di civiltà". "Mi pare - ha aggiunto inoltre - ci sia stata una larga condivisione del Parlamento che dimostra che abbiamo fatto una cosa giusta. Il provvedimento non toglie diritti ai lavoratori, che continueranno a fare assemblee e scioperi regolati come negli altri settori che sono già servizi essenziali, contemperando il diritto del lavoratore di fare sciopero e assemblea con il diritto del cittadino di usufruire di quel servizio essenziale. I risultati sono già sotto gli occhi di tutti perché ieri è stata fatta un'assemblea al Colosseo, ma con un’anticipazione di questa trattativa nel rapporto con i sindacati si è svolta senza problemi, e il sito è rimasto aperto al pubblico. Questa mi pare che sia la risposta migliore.”